Ferrari, la baby prof che insegna i valori

Docente di religione, è la responsabile azzurra per il mondo cattolico

È giovane ed è donna. Due particolarità che potrebbero farla notare nel consiglio comunale, dove le donne, solitamente, sono la minoranza. E i giovani mancano del tutto.
Di certo, quello che già la distingue da molti altri, è l'attaccamento ai valori cristiani. Lei, Paola Ferrari, 28 anni, insegnate di religione alle scuole elementari, porta nella politica tutta l'esperienza maturata come vice presidente dell'Azione Cattolica diocesana. «Un ambiente che frequento da sempre - racconta - e che mi ha sempre insegnato tanto, a partire dalla capacità di lavorare con e per gli altri». Alla politica, in realtà, non aveva mai pensato. Mai poi è arrivata l'occasione di mettersi in gioco in prima persona. «Dal momento in cui ho deciso di candidarmi, si sono spalancate le porte di un mondo che non conoscevo, quello della politica - spiega la Ferrari -. Mi sono subito appassionata a questo lavoro. E ogni giorno che passa porto avanti la mia candidatura con maggior convinzione». Le idee sono tante, i valori da difendere anche. Ma è sulle politiche della famiglia e quelle rivolte al mondo giovani che Paola Ferrari ha intenzione di investire la maggior parte delle sue energie. «La famiglia ha un ruolo fondamentale nella nostra società - dice -. È per questo che va difesa. Ma soprattutto studiata e capita. Solo così si potranno fare le scelte migliori nei palazzi del potere». Scelte che secondo Paola, devono riguardare da vicino anche il mondo dei giovani. Perché non siano più costretti a migrare in un'altra città per trovare lavoro, o costretti a vivere in casa con i genitori anche dopo aver superato gli «anta». «Chiederò una maggior attenzione alle politiche giovanili in consiglio comunale - afferma la giovane insegnante -. Perché la politica torni a interessarsi davvero dei giovani a i giovani possano tornare a occuparsi di politica».
Lei, che giovane lo è sul serio, ha mosso i primi passi nella «cosa pubblica» accettando la carica di Responsabile del Dipartimento Regionale di Forza Italia per il mondo cattolico e l' associazionismo. La sua prima mansione ufficiale in questa veste sarà introdurre il convegno «di quale famiglia stiamo parlando?» che lei stessa ha organizzato. Ieri al teatro della Gioventù, Paola ha già debuttato al fianco di autorità politiche - tra le quali anche i due candidati per il centro destra Enrico Musso e Renata Olivieri - e «addetti ai lavori» del mondo della famiglia. «Un punto di incontro tra politica e associazioni - spiega -. Per ribadire qual è la famiglia in cui noi crediamo: una società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna».
E adesso tra distribuzione di volantini, incontri e il tempo che stringe, Paola continua la sua campagna elettorale. Niente «faccioni» appesi al muro, per lei. Che, spiega, ha rinunciato ai manifesti per una scelta di stile: «La mia campagna doveva distinguersi dalle altre per qualcosa. Ho pensato che il modo migliore per farmi conoscere fosse proprio scendere per strada, a contatto con le persone, lasciando in secondo piano set fotografici e simili». Ed è proprio per la strada che si è resa conto di quanto ci sia ancora da fare per la nostra città. «Tutti siamo responsabili dello stato soporifero in cui si trova Genova. Ma non si può sempre mugugnare, senza trovare il coraggio di cambiare le cose».