La Ferrari dei pasticci ai box si scopre orfana di Stepney

A Maranello c’è chi sente la mancanza del tecnico «spione», che però guidava i meccanici

nostro inviato a Fuji

Da pronunciare con un lieve rossore in viso. Da dire a bassa voce. Sussurrando una verità imbarazzante: vuoi vedere che alla Ferrari manca uno come Nigel Stepney...
Il fattore Stepney. Provocazione? Forse un poco, ma parte dagli errori grossolani di cui si è reso responsabile il box della Rossa. Errori non solo di strategia, come domenica, per cui imputabili a figure di spicco del muretto rampante; ma anche errori pratici, legati a stecche improvvise dell’orchestra di meccanici. Orchestra fino allo scorso anno diretta da Nigel Stepney. Ancora qualche settimana fa, c’era chi in Ferrari, pur criticando aspramente il comportamento sleale di Stepney per la vicenda del dossier trafugato, ne ribadiva le indiscutibili doti di padrone del box. E quest’anno sono accadute cose che in passato si vedevano raramente. Per esempio il mancato rifornimento di benzina in piena qualifica che, in Ungheria, ha di fatto tolto di mezzo il povero Massa. Oppure il caos durante il Gp del Canada quando Felipe non vide il semaforo rosso uscendo dalla pit e fu squalificato.
Il fattore Brawn. Torna, non torna, sembra che torni. Lasciamo stare il pasticciaccio del Fuji condiviso tra Fia e Ferrari riguardo l’email inviata e ricevuta tardi dalla Rossa, e le scuse richieste ai commissari da Luca di Montezemolo («Un comportamento non professionale»), e limitiamoci a parlare della scelta fatta di montare gomme intermedie quando tutti gli altri disponevano buoni buoni quelle indicate dalla Federazione e dalla logica. Dopo un simile disastro, il ritorno di Ross Brawn è quanto meno probabile. D’altra parte, se c’è qualcosa che è mancata alla Rossa quest’anno è proprio l’affidabilità. Quella che garantiva il tecnico inglese. La stagione parla chiaro: in Australia, Massa ha un problema al cambio in prova; in Spagna, Raikkonen è costretto al ritiro dal cavo dell’alternatore surriscaldato; in Inghilterra, Massa scatta dai box perché il motore si spegne; in Germania Kimi va ko per via dell’idraulica; a Monza, Felipe si ritira per la sospensione.
Il fattore piloti. Piacciono ma non convincono. Forse per questo i loro errori non si dimenticano. Come quello di Massa beffato da Hamilton al via in Malesia; come Raikkonen contro il guard rail in qualifica a Montecarlo; come le sue partenze sbagliate di mezza estate; come il suo botto a Monza; come la punizione di Massa qui in Giappone quando sorpassa in regime di bandiere gialle.
Anche per questo a Maranello curano Alonso. «Io in Ferrari l’anno prossimo? Non ne so niente – ribatte lo spagnolo –. Loro hanno Massa e Raikkonen... Però non starò fermo un anno». Non a caso, Briatore ha già spalancato le braccia e la Rossa è pronta a far lo stesso per il 2009.