La Ferrari e i troppi dubbi di Schumi Sarà pilota, pensionato o consulente

Benny Casadei Lucchi

L’annuncio sul suo futuro, herr Schumacher? «Dirò tutto a Monza». E alla stessa domanda, un respiro dopo: «Penso che a Monza vedremo come andranno le cose». Queste le risposte, una precisa e una evasiva, provenienti, ieri, dalla Germania, dal Nürburgring, da casa Schumacher, luogo scelto per il Ferrari racing days, grande kermesse rampante con il sette volte campione del mondo ospite d’onore. Meglio allora affidarsi alle parole dell’addetta stampa del grande tedesco che, giovedì scorso a Monza, durante i test, aveva definitivamente dato appuntamente per il dopo Gp. Esternazione a sorpresa, questa, forse nata anche su pressione della Ferrari, stanca dei continui tentennamenti che avevano messo a rischio la data fissata da mesi per la ferale comunicazione su squadra piloti e futuro di Michael.
La settimana cruciale per il motorismo italico inizia così: con il dubbio. Il dubbio che, nonostante tutto faccia pensare al ritiro di Schumacher, qualcosa potrebbe ancora stupirci. Nell’attesa, dilettiamoci con i possibili scenari, a cominciare dal primo e più probabile: il tedesco annuncia il ritiro a fine campionato e la Ferrari comunica Raikkonen-Massa. Il secondo: Michael prende tempo e il team è costretto, nell’attesa, ad annunciare una formazione allargata (Schumi-Raikkonen e Massa). Terzo scenario, il meno probabile: il tedesco prosegue ancora un anno. La Ferrari lo conferma e annuncia il solo Raikkonen. Il buon Massa (gestito dal figlio di Todt, Nicolas) dovrà pazientare, parcheggiato in altro team ma sicuro di tornare. Ultimo scenario, fra l’altro anticipato dal Giornale in giugno, in occasione del Gp del Canada: Schumi annuncia il ritiro, arriva Raikkonen che fa coppia con Massa, e l’enorme germanico mette a disposizione del team esperienza, immagine, carisma e doti di motivatore. Uno Schumi consulente, manager e quant’altro. Nella settimana del grande dubbio un punto di domanda in più non stona. Stona, invece, che a furia di decodificare gli umori suoi, passi quasi in secondo piano che domenica, nel parco, la Ferrari e Michael avranno l’ultima chance per riacciuffare Alonso e la Renault. Non proprio un dettaglio.