Ferrari, Ecclestone attacca Mosley

Il patron del mondiale di Formula Uno, Bernie Ecclestone, difende Maranello e critica il presidente della Fia: "Non ci sarà un addio delle 'rosse' italiane". Poi "bacchetta" Montezemolo

Roma - La Ferrari trova in Bernie Ecclestone un alleato in risposta alle dichiarazioni fatte la scorsa settimana dal presidente della federazione internazionale Max Mosley, secondo il quale lo sport "potrebbe sopravvivere" anche all’eventuale addio delle rosse al Mondiale di Formula 1. "Non lascerò che questo accada", ha detto oggi Ecclestone al Times.

Il presidente della Ferrari e dell’associazione dei team (la Fota) Luca Cordero di Montezemolo aveva detto che l’introduzione di un tetto per il budget a disposizione delle squadre annunciato dalla Fia avrebbe causato un grave danno allo sport, lasciando intendere l’opposizione di Maranello alla nuova regola. "Sarebbe un peccato perdere la Ferrari, la nazionale italiana", aveva risposto Mosley. Ecclestone, nel prendere le parti della Ferrari, ha però "bacchettato" Montezemolo. "L’errore da non fare con Mosley è lasciargli la possibilità di cominciare una discussione, perché è oggettivamente più abile e non vincerai mai", ha detto il patron del Mondiale. "Anche se vinci, è come essere tra il pubblico con il microfono in mano ad un altro: puoi dire la cosa più intelligente del mondo, ma non ti farò mai parlare. Così è facile".

Ecclestone comunque crede che l’idea del tetto al budget dei team non sia poi così male se tutti i team troveranno un accordo sui cui lavorare: "Se tutti fossero d’accordo, Ferrari inclusa, il problema non sarebbe irrisolvibile. La cosa importante è non permettere che si corra un campionato diviso in due catogorie".