Ferrari, Mondiale buttato Vettel conquista il titolo Lega: Montezemolo lasci

Pit stop troppo anticipato per &quot;marcare&quot; l'australiano Alonso resta indietro e non riesce a risalire: strategia disastrosa. Il tedesco vince il titolo: è il più giovane di sempre. Domenicali ammette: &quot;Scelta strategica sbagliata&quot;. Montezemolo: &quot;Non è colpa del pilota, giù di morale&quot;. E <strong><a href="/sport/la_lega_colpa_montezemolo_si_dimetta/formula_1-lega_nord-ferrari-montezemolo/14-11-2010/articolo-id=486927-page=0-comments=1" target="_blank">il Carroccio: &quot;Vergogna, se ne vada&quot;
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Abu Dhabi - La Ferrari per marcare Webber getta il Mondiale alle ortiche e lo consegna nelle mani di Vettel. Il tedesco su Red Bull vince il titolo trionfando nel Gp di Abu Dhabi, ultima prova della stagione. Il 23enne Vettel, da oggi il più giovane iridato nella storia del Circus, ha messo a segno un improbabile sorpasso nella classifica iridata grazie alla disastrosa gara della Ferrari e di Fernando Alonso, settimo al traguardo a causa di una prova deludente aggravata da errori nella strategia. Alonso, passato quest’anno al team di Maranello con il chiaro obiettivo di vincere il Mondiale, era arrivato a questo decisivo Gp con otto punti di margine sull’australiano Mark Webber (oggi ottavo al traguardo su Red Bull) e 15 su Vettel. Grazie al trionfo di Vettel la Red Bull ha messo a segno una straordinaria doppietta conquistando campionato costruttori e titolo piloti arrivando all’ultima gara con entrambi i piloti in corsa per il Mondiale. L’ultimo ferrarista a vincere il titolo iridato fu il finlandese Kimi Raikkonen nel 2007.

L'errore cruciale Il muretto del Cavallino sbaglia subito in avvio. Dopo la "toccata" contro il guard rail Webber è costretto a rientrare per il cambio delle gomme. Prima viene ordianto a Massa il pit stop, ma il brasiliano rientra alle spalle dell'australiano. E allora viene fermato anche Alonso. La tattica è giusta, o meglio, lo sarebbe. Ma al 15° giro il vantaggio sulle vetture più lente non è ancora consistente e così lo spagnolo rientra in pista in 11esima posizione, alle spalle del russo Vitaly Petrov su Renault. In più il tracciato non consente sorpassi e lo spagnolo deve mordere il freno alle spalle della vettura gialla fino al traguardo. La sua posizione migliora, arriva fino alla settima. Ma per il titolo mondiale non basta.

Le lacrime di Vettel "Incredibile, sono campione del mondo". Piange di gioia e si sfoga Vettel gridando mentre parla alla radio con i box dalla sua Red Bull che ha appena tagliato il traguardo del Gp di Abu Dhabi. Il tedesco è poi apparso in lacrime sul podio per la premiazione. A 23 anni e 4 mesi è il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1.

La delusione della Ferrari "È andata male, non possiamo essere contenti. C’è delusione, complimenti a chi ha vinto, le analisi le faremo con calma, ma sappiamo cosa è successo. Per marcare Webber ci è scappato Vettel. Comunque complimenti a chi ha vinto. Quell’entrata ha messo in mezzo alcune macchine che poi sono andate veloci. Usciamo comunque a testa alta e dobbiamo risconoscere i meriti all’avversario". Così il direttore della gestione sportiva della Ferrari, Stefano Domenicali, al termine del Gp di Abu Dhabi che ha visto sfumare il sogno mondiale di Fernando Alonso. "Dobbiamo mantenere alta la testa perché la squadra ha fatto un grandissimo lavoro, lavoriamo per il prossimo anno".

"Scelta strategica sbagliata" "C'é una grande amarezza in questo momento, perché arrivare così vicini al traguardo e vederselo sfuggire per pochi punti fa male". Domenicali ammette l'errore: "Abbiamo fatto una scelta strategica sbagliata e le ragioni sono tre: abbiamo marcato un avversario con due macchine; abbiamo temuto oltremisura il degrado delle gomme morbide; non abbiamo considerato la difficoltà nel superare le altre vetture nel traffico". "Ora - aggiunge il team principal della scuderia di Maranello - è inutile mettersi a discutere sul perché si sia arrivati a questa scelta: si vince e si perde tutti assieme, come una squadra. In questo momento voglio ringraziare tutti i tifosi, che ci hanno sempre manifestato un grande affetto". "Questa è stata probabilmente la peggior gara della stagione - spiega - ma quando si perde per una manciata di punti é chiaro che il titolo non sia stato perso qui o, almeno, non soltanto, qui". "Voglio fare i complimenti a Fernando - conclude Domenicali - un pilota ed un uomo straordinario: si è dimostrato un leader, dentro e fuori la macchina, e faremo di tutto per dare a lui e a Felipe una macchina ancora più forte il prossimo anno. Voglio ringraziare la squadra per il grande impegno che ha sempre messo nel lavoro di tutti i giorni, in pista e a casa: in pochi fuori da casa nostra avrebbero creduto a metà luglio che saremmo arrivati ad Abu Dhabi in testa al Mondiale".

Montezemolo a terra "Sono orgoglioso di questa Ferrari: abbiamo perso all’ultima gara per pochi punti (quattro, ndr), quando forse eravamo convinti di non perdere e questo fa più male". Così il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo, secondo cui Alonso "è un pilota fortissimo e se oggi non ha vinto il Mondiale non è per colpa sua. Dire che siamo giù di morale è poco, oggi bastava tenere la posizione, il quarto posto sarebbe stato sufficiente per vincere il Mondiale. Il titolo ce lo eravamo guadagnato in qualifica". Montezemolo ha analizzato la stagione riconoscendo la superiorità della monoposto costruita dalla Red Bull, vincitrice del titolo costruttori e del Mondiale piloti con il 23enne Sebastian Vettel: "Vettel ha avuto una macchina migliore della nostra, loro ci hanno favorito durante la stagione, oggi noi abbiamo favorito loro. Non tutto ha funzionato alla perfezione, ma nessuno di voi avrebbe pensato di partire in testa all’ultima gara del Mondiale. Dal ’97 ad oggi la Ferrari ha quasi sempre perso il Mondiale all’ultima gara. Alonso quest’anno ha fatto una grande stagione e anche oggi i ragazzi sono stati perfetti. Ringrazio Domenicali che ha fatto un bellissimo lavoro. Una squadra sempre unita. La Ferrari finisce a testa alta".

Il via Partenza in sicurezza per Alonso. Il leader del Mondiale lascia passare la McLaren di Button, molto aggressivo, e si accontenta del quarto posto, comunque davanti a Webber. In prima poisizone resta Vettel, seguito da Hamilton. Ma già nel primo giro si registra un incidente. Schumacher va in testa coda e viene centrato da Liuzzi. Pista bloccata e safety car in pista. Posizioni congelate.

Il primo pit stop La Red Bull di Vettel sempre in testa dopo 18 giri. Il tedesco è seguito dalle due Mclaren di Hamilton e Button, poi la Ferrari del leader del Mondiale Alonso tallonata dall’altra Red Bull di Webber che al nono giro ha fatto scintillare la ruota posteriore destra andata a sfiorare il guard rail. L’australiano è tornato ai box per sostituire un pneumatico. Imitato subito dopo da Alonso che è riuscito a rientrare in pista davanti al rivale. Ma il ferrarista resta "imbottigliato" alle spalle di Petrov, il russo della Renault, in 11esima posizione. Per agguantare il titolo deve risalire. In testa c'è la McLaren di Button, che deve ancora cambiare le gomme a metà gara. Seconda la Red Bull di Vettel, terza l’altra freccia d’argento di Hamilton.

Ultimi giri A dieci giri dal termine del Gp Vettel è in testa alla gara e sempre virtualmente campione del mondo. Alonso è al momento al settimo posto, ancora alle spalle del russo Petrov, insufficiente a difendere il suo vantaggio in classifica sul tedesco. La classifica finale del Mondiale di Formula 1 vedrebbe Vettel campione con 256 punti, Alonso secondo con 252.