Ferrari, nel 2005 conti in attivo Decolla il progetto Abu Dhabi

Marchionne: «La quota in mano a Mediobanca? O ce la riprendiamo oppure va in Borsa»

da Milano

La Ferrari corre anche nei conti, in attesa che l’azionista Fiat definisca con Mediobanca il futuro del 34% ora in mano a Piazzetta Cuccia. L’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, ha detto al Giornale che «con Mediobanca stiamo parlando allo scopo di trovare una soluzione; entro il secondo trimestre del 2006 certe cose dovrebbero avvenire: o ci riprendiamo noi la quota oppure va in Borsa».
Ieri il consiglio di amministrazione della Ferrari, presieduto da Luca Cordero di Montezemolo, ha dato l’ok ai dati dell’esercizio 2005, svincolato dalle attività di Maserati. Cresce il giro d’affari (più 9,7% a 1.289 milioni) che comprende i tre business del Cavallino: vetture per uso stradale, competizioni e sviluppo del marchio.
L’incremento del fatturato, secondo una nota, è dovuto in larga parte alle vendite dei modelli F430 e 612 Scaglietti nonché alle vetture prodotte in serie limitata, come la Superamerica e la Fxx. In tutto, lo scorso anno, Ferrari ha consegnato nel mondo 5.409 automobili, l’8,7% in più del 2005. Al risultati hanno contribuito in modo particolare il Nord America (più 7,6%), il Medio Oriente (più 41,5%) e il Sud America (più 35,5%). Da Maranello hanno invece preso la via della Cina 96 esemplari, oltre il doppio rispetto al 2004, tutti consegnati alla joint venture. Nel Paese asiatico sono attive 12 concessionarie. «Quest’anno - ha ribadito al Salone di Ginevra il presidente Montezemolo - non produrremo una vettura in più di quelle realizzate nel 2005, proprio per mantenere il carattere di esclusività del marchio. La Ferrari va desiderata, anche se abbiamo aperto a nuovi mercati».
Tra i dati più significativi all’esame del cda c’era il risultato della gestione ordinaria, positivo per 157 milioni (più 13,8%). «Il miglioramento - spiegano a Maranello - è da collegarsi prevalentemente all’aumento dei ricavi e alle azioni di efficienza che, in parte, sono state assorbite dall’effetto negativo del cambio euro/dollaro». La divisa americana rappresenta infatti una quota pari a circa un terzo del fatturato. Saldo positivo, poi, per la posizione finanziaria netta: 13 milioni. Al capitolo investimenti, ricerca e sviluppo (con esclusione delle attività di F1), l’azienda ha destinato 219 milioni, il 17% del volume d’affari. Negli ultimi 5 anni è anche triplicata la redditività dei Ferrari Store. Alla fine di marzo l’azionista di Abu Dhabi, Mubadala, insieme alla società immobiliare araba Aldar, presenteranno a Montezemolo il progetto per il grande parco a tema che sorgerà negli Emirati.