Ferrari, prima notte senza il re E Massa teme l’assalto di Kimi

nostro inviato a Melbourne

Più che un gran premio una partita a poker. Tavolo verde e, seduti attorno, Massa, Raikkonen e Alonso. La posta è più alta che in passato. Non c'è solo un mondiale da iniziare, c'è anche un'eredità da mettersi in tasca: quella di Michael Schumacher. Nessuno ha voglia di spartirsela, tutti ingordi sono i tre eredi designati. La prima mano è andata ad Alonso, in vetta nel turno mattiniero di libere; la seconda a Massa davanti a Raikkonen; la terza, la più importante prima del Gran premio di stanotte, resta ancora avvolta nel mistero, confusa e oscurata com'è dal fuso orario, da quelle dieci ore in avanti che nella notte italiana hanno costretto gli appassionati a far la levataccia pur di vedere nascere la prima griglia dell'anno. Se, però, nel duello per la pole non l'avranno fatta da padroni imprevisti e rotture con il loro immancabile corollario di cambi motore e retrocessioni in griglia, sul tavolo di gioco troveremo sempre quei tre ragazzi, magari in ordine diverso, magari con qualche special guest a far loro compagnia. Si legga il solo apparentemente attapirato Giancarlo Fisichella.
Che attorno al tavolo tutto possa accadere ne sa qualcosa Felipe Massa, sorridente come sempre e però un filo teso stavolta: non per le pressioni della pista, ma per quelle del domandone supremo che lo insegue. È lei il favorito? «No che non sono io il favorito, dite che sono andato come una palla di fucile? Però questo non mi fa sentire il favorito». Ma perché? «Perché non mi sento tale, perché ci sono tanti bravi piloti, perché le squadre forti sono molte, perché il campionato sarà molto combattuto e difficile e siamo appena all'inizio». Però due Ferrari davanti, e quei suoi ultimi giri impressionanti. «Ero contento della macchina, delle gomme, soprattutto di quelle morbide (in gara ogni team sarà costretto, da regolamento, a usare entrambe le mescole, ndr)»; però ha dato quasi 4 decimi al suo compagno e sette al campione del mondo, «speriamo di continuare così, speriamo di essere sempre davanti ad Alonso, non sarà facile anche perché la McLaren mi ha colpito davvero e sarà quella con cui avremo più a che fare. E non chiedetemi di giudicare il debutto di Kimi, non sono il suo professore. La verità è che dobbiamo lavorare assieme per far crescere questa macchina».
Non è solo sacrosanta scaramanzia quella che spinge Massa a intonare la litania del «non sono favorito»: è la lista dei tempi, la sequenza giro dopo giro. La Ferrari è una scheggia, la Ferrari può solo perdere questo Gp, ma un po' tutti, in gara, s'attendono la zampata del pilota «che ne nasce uno ogni dieci anni» così sir Frank Williams definì Raikkonen. «Quello prima di Kimi? - aggiunse -. No, non era Schumi, era Senna». Perché l'uomo del nord non ha staccato mai il miglior tempo però ha inanellato una serie di ottimi tempi (sull'1.28) in configurazione gara che a Massa non sono riusciti. Temponi fotocopiati anche da Fisichella. Come a dire che, buonino buonino, l'algido finnico sta mettendo a punto il piccolo grande jolly coccolato fino ad ora: la costanza nella velocità. Era il dono di Schumi. In gergo lo si chiama «passo di gara», indica il reale potenziale durante il Gp.
Qualcosina in più, non delle Ferrari, ma delle previsioni, sembrano avere anche le McLaren-Mercedes di Alonso e il debuttante Hamilton. In questo caso, più che i tempi delle libere - che hanno il valore che hanno - contano le parole del campione del mondo. E la sua espressione. Sorriso a tutto tondo e frase che, se non ci saranno state sorprese in qualifica, anticipa una battaglia delle sue: «Come sto? Molto bene. Come mi sento? Mi sento tra i favoriti». Felipe fa bene a intonare la sua personalissima macumba e a indossare le mutande porta fortuna. In Brasile funzionarono.