Ferrari pasticciona: quante occasioni perse

Ecco i problemi maggiori del Cavallino rosso riscontrati durante la stagione: scelte d’assetto errate, gestione dei piloti e strategia. Un check-up completo dei Gran premi sino ad ora disputati

Non è il caso di richiamare tante vicende vissute nei miei sessant’anni di Formula 1: il campione del mondo licenziato, il direttore tecnico esonerato, il direttore sportivo eliminato, eccetera. Anche perché ogni storia è solo apparentemente similare. E perché soltanto l’indimenticato Enzo Ferrari sapeva fare «tabula rasa» all’occorrenza. Nella situazione attuale, basta aprire il mio computer, dalla prima pagina dei modelli matematici e dei brevi commenti ad ogni gran premio del 2008, per buone valutazioni, tecniche e umane.

1) Australia
Subito due tegole sulla testa della Rossa: Raikkonen eliminato nella seconda sessione di qualifica per misconoscimento dei regolamenti (fermo in pista, vicino ai box, e soccorso erroneamente dai propri meccanici) e cattive prestazioni, nonostante le promesse dei tecnici.

2) Malesia
La Ferrari trionfa montando gomme dure «hard», con netto vantaggio sui diretti avversari, e rilievo della fine del patto di non belligeranza tra Raikkonen e Massa.

3) Bahrain
Margine più esiguo con le rinnovate gomme «soft» e «medium» e la seguente annotazione: hanno favorito sfacciatamente Massa. Come? Mettendolo per la prima volta al riparo dal possibile «forcing» di Raikkonen, attraverso l’ordine delle fermate e tramite varie regolazioni tecniche.

4) Spagna
Osservazione che pare attuale: le macchine sono perfettamente uguali, giurano i tecnici di Maranello; tutto il resto è dovuto ai piloti. Spiacente, ma, quando ci sono fino a 4 km/h di differenza nella velocità di punta, bisogna cambiare registro. Si potrebbe anche concludere che Raikkonen e Massa abbiano due diverse attitudini nella ricerca del «set-up».

5) Turchia
Prevalenza inferiore all’attesa per una Ferrari votata alle gomme dure «hard», con un assetto da gara impeccabile. Anzi, la mia opinione è che i risultati sarebbero stati ancora da «en plein» se il signor Raikkonen non avesse lavorato sulle gomme «medium» con la mente costantemente rivolta alle «hard». Grave errore, per un campione del mondo.

6) Monte Carlo
La «Premiata Pasticceria Ferrari», con i suoi errori strategici e regolamentari, ha vanificato i grandi sforzi compiuti dagli ingegneri, guidati da Aldo Costa, nel recuperare il piccolo ritardo dalla McLaren, con l’aiuto delle nuove «super soft». Chiare le accuse di Massa, in conferenza stampa.

7) Canada
Grande disappunto per i tecnici Ferrari: proprio non ci voleva quella «safety car», dopo i primi quindici giri di un Gp del Canada divenuto immediatamente caotico. Era attesissimo il momento della verità, rovinato dal tamponamento a Raikkonen.

8) Francia
Proprio non c’è verso di delineare una gerarchia in casa Ferrari ed una buona graduatoria di valori alle spalle del Cavallino. La perdita di un terminale dello scarico rappresenta una delle menomazioni meno gravi di affidabilità, ma pur sempre negativa.

9) Inghilterra
È inutile insistere: quel che manca alla Ferrari è soltanto uno stratega. Ma non uno stratega e basta, bensì un uomo forte, che sappia imporsi.

10) Germania
Non si capisce come una Ferrari con il miglior tempo sul giro in prova, a macchina leggera, e con 3,6-4,4 km/h in più riesca a perdere tutto in gara: ma cosa si dicono gli ingegneri di pista e i piloti?

Con questa panoramica, si possono individuare i maggiori mali della Ferrari d’oggi, dalle scelte d’assetto delle macchine alla gestione dei piloti e alle capacità tattiche. In attesa di qualche risposta incisiva.