La Ferrari prova un pezzo McLaren

È solo una centralina prodotta dalla Casa inglese e che verrà adottata da tutti i team

E alla fine c’è anche spazio per il sorriso. Degli altri, però. Perché in Ferrari non si ride e non si riderà neppure se la sentenza di domani a Parigi dovesse ribaltare la McLaren in tutte le classifiche. Non lo prevede il bon-ton, non lo prevede, soprattutto, la tristezza dell’intera vicenda: l’ormai celeberrima spy-story sull’asse Maranello-Woking, sede del team inglese.
Si sorride, invece, pensando che ieri, al Mugello, nel primo giorno di test della Ferrari (al volante c’era Luca Badoer) sono stati provati vari componenti elettronici in chiave 2008. Fra questi, anche la nuova centralina obbligatoria per tutti i team e che sarà adottata dalla prossima stagione: centralina prodotta dalla Microsoft-Mes. Dove Microsoft sta per Bill Gates e Mse per McLaren Electronic System. Sorriso perché solo la F1 della new generation, quella che quest’anno ci sta offrendo colpi di scena a raffica, spy story compresa, poteva regalarci anche una Ferrari che proprio alla vigilia del processo contro la McLaren, si porta in giro per le curve del Mugello un congegno made in «nemico».
Si sorrideva meno invece in quel di Jerez de La Frontera, dove ieri il collaudatore del team inglese, Pedro De La Rosa, ha provato alcune nuove soluzioni. Per la prima volta da mesi, però, la squadra inglese ha deciso di celare la macchina agli occhi di fotografi e, in particolare, telecamere italiane. Scadendo nel grottesco quando la monoposto usciva dal box con i meccanici trasformati in majorette danzanti a lato della monoposto con in mano dei pannelli neri per coprirne le grazie. Segno che, alla vigilia del processo di domani a Parigi (inizio alle 9 e 30, sentenza prevista entro sera) i nervi sono a mille. Dall’Inghilterra, il capo McLaren, Ron Dennis, fa sapere: «Non vedo l’ora che arrivi la sentenza, così si smetterà di parlare di questa storia». Il team sarà presente in Place de La Concorde con Dennis stesso e un pool di avvocati fra i più cari del Paese.
C’è spazio per un ultimo sorriso: la McLaren aveva addossato alle pistole avvita-gomme la colpa dell’incidente di Hamilton al Nürburgring, ma la ditta che le costruisce, l’italiana ed emiliana - come la Ferrari - Dino Paoli srl, non ci sta: «Sono affidabili e sicure, le forniamo a tutti dal ’75, ma consigliamo sempre di farle revisionare presso di noi ogni 4 Gp». Vuoi vedere che Oltre Manica si sono dimenticati...
Questo mentre, oggi, i legali di Stepney, l’ex tecnico del Cavallino sospettato di aver fatto avere al collega inglese il dossier sulla Rossa, depositano l’esposto sui pedinamenti subìti. E qui, purtroppo, è vietato sorridere.