La Ferrari replica ai sindacati: «Pronti a tutelare il Cavallino»

Anche ieri i dipendenti della Ferrari hanno incrociato le braccia nell’ambito dello sciopero degli straordinari dei sabato «comandati». L’azienda ha replicato duramente, ventilando reazioni per tutelare il buon nome del Cavallino. A differenza di altre occasioni (si tratta del quinto sciopero) non ci sono stati picchetti (non era uno dei sabati «comandati»). «C’è il rischio - spiega Giorgio Cremascoli (Fiom) - di vedere l’altro volto di un marchio conosciuto in tutto il mondo, quello di un’azienda che vuole imporre con l’autoritarismo le sue scelte».