La Ferrari si diverte Ma Capirossi batte Raikkonen

nostro inviato

a Madonna di Campiglio
Vietatissimo per i bimbi. Anche il figlio di Luca Badoer, ormai storico tester del Cavallino, deve stare in disparte. Brando ha 6 mesi, mamma e nonni si piazzano con lui ben lontani dal bordo pista. Se il pubblico non sa ancora che assisterà a qualcosa di storico, una Ferrari F1 sul ghiaccio, gli organizzatori non sanno quali potranno essere gli effetti dell’esibizione: temono che sulla pista realizzata nel laghetto ghiacciato di Campiglio, la Rossa possa schizzare via impazzita e incontrollabile. Per cui, almeno i bimbi, meglio a distanza. Anche se il piccolo Badoer è la prima volta che vede papà su una F1; anche se per lo stesso Luca quest’impresa vale un mondiale tanto è difficile. I bene, bravo, bis di tutti i meccanici e la sua stessa felicità a missione compiuta ne saranno l’inconfutabile prova.
Perché a Campiglio è successo questo: gara fra le Fiat Panda con ruote chiodate di Kimi Raikkonen, Felipe Massa, il collaudatore Marc Gené e i due piloti MotoGp della Ducati, Loris Capirossi e Casey Stoner. Pronti e via, stile Le Mans, ovvero piloti da una parte e macchine dall’altra e corri corri verso le vetturette. Si parte, ed è subito duello fra il finlandese e un agguerrito Capirossi. Ma ecco, improvviso, l’incidente: Genè ha dei problemi, si ferma alla chicane. Il pubblico non sa nulla e teme che lo show sia già terminato. Lo speaker annuncia “ahiahiahi... dovrà entrare la safety car...”. E ahiahiahi la safety car è la Ferrari F1 con Badoer acrobata a domarla sul ghiaccio.
IL SEGRETO DI BADOER - «Come ce l’ho fatta? – racconterà poi – Francamente non è stato per nulla semplice. A Torino, nella serata di inaugurazione dei Giochi invernali, la pista sintetica era solo un po’ scivolosa. Qui no. Il ghiaccio era troppo pericoloso. Un esempio su tutti: era impossibile curvare; per cui, ovviamente, ho evitato di toccare il freno, ma soprattutto mi sono ben guardato dallo sterzare...». E come ha fatto a girare? Era un circuito... «È stata proprio quella la parte davvero impegnativa: per girare acceleravo: volante ben dritto e piede a dosare i 700 cavalli. Curvavo così, con l’acceleratore». Questo il segreto della prima Ferrari F1 sul ghiaccio (la seconda F1 della storia, visto che la primogenitura spetta a una McLaren, nel 2000, in Lapponia, con Mika Hakkinen).
LA LEZIONE DI CAPIROSSI - La kermesse montanara finisce così, con gli applausi alla nuova coppia del Cavallino, con Loris Capirossi, sì, proprio lui, il mitico Capirex della Ducati MotoGp, che arriva all’ultimo momento, balza sulla Panda e mette in riga i due ferraristi. A volerla dire tutta, all’annuncio del suo nome si mette persino in tasca una dose d’applausi che i due della Rossa non raggiungono insieme.
L’OMBRA DI RAIKKONEN – La settima tra i monti termina anche portando alla ribalta Mark Arnall, lo Shreck della F1 perché un po’ ci assomiglia. È il preparatore atletico di Kimi, il suo confidente, quasi un fratello acquisito. Dove c’è l’uno c’è l’altro. Soprattutto, Mark è specializzato in campioni del mondo. Prima di Raikkonen ha infatti seguito come un’ombra Hakkinen. E non ha dubbi: «Non ho mai visto Kimi preparato come oggi, sono mesi che si allena per la Ferrari ed è davvero molto simile ad Hakkinen: tutti e due sanno estraniarsi dal mondo pensando solo a vincere. E credetemi: Kimi non è freddo, è solo timido, perché nel privato è una persona simpaticissima. Vedrete, vi conquisterà». Obbligatorio credergli.