Ferrari top secret: tutta da scoprire

Restano le ferite della spy story. Costa, il papà della monoposto: &quot;L’aerodinamica è incredibile&quot;. Subito sfida con la McLaren. <strong><a href="/media.pic1?ID=322">Guarda le foto</a></strong>

Maranello - La Ferrari dei quarantenni si presenta con una giacca di tweed slacciata, camicia azzurra senza cravatta e l’espressione simpatica di Stefano Domenicali, nuovo capo della gestione sportiva Ferrari. Che però saluta e se ne va. Con un sorriso dà appuntamento a Campiglio, alla classica kermesse in montagna («parlerò là»), un modo gentile, il suo, per lasciare spazio a tutti gli altri quarantenni della Rossa, la F2008 (guarda le foto). Perché il nuovo Todt in pista è lui, nel senso che il piccolo Napoleone di Maranello è ora sempre più occupato a fare l’amministratore delegato della Rossa. Monsieur Jean ci sarà solo oggi, a Fiorano, per il debutto di Raikkonen in pista, e con lui il presidente del Cavallino, Luca di Montezemolo.

La Ferrari giovane e molto italiana si presenta rossa e metallizzata come detta la nuova moda cromatica maranelliana, più snella e rastremata, rivoluzionaria nel muso corpo unico con l’ala anteriore. Si presenta, soprattutto, attenta nel rivelarsi, pudica nel mostrarsi perché anche se tutti cercano di parlare di spy story con il tono e l’espressione sereni della tempesta ormai passata, non ce n’è uno a Maranello che non sia rimasto provato da quell’esperienza. Per cui poche informazioni sullo scarno foglio di dati tecnici, e top secret sulla lunghezza del passo certamente ridotto rispetto allo scorso anno.

E il duello a distanza con il team anglo-tedesco sembra proprio iniziato. Basti pensare che oggi, proprio mentre la F2008 debutterà in pista, a Stoccarda la McLaren toglierà i veli al proprio bolide. Anche l’ormai famigerata riduzione dell’elettronica decisa da quest’anno, l’eliminazione del controllo di trazione e di altri sussidi per i piloti - il tutto gestito da una centralina uguale per tutti - è fonte di sospetti a volte ricacciati indietro, altre volte trasparenti. Perché il congegno è prodotto dalla McLaren. Dice ad esempio Gill Simon, direttore motori ed elettronica: «Alla centralina elettronica, la Mes (McLaren electronic system) lavoriamo da giugno, ha un’architettura diversa dal nostro precedente dispositivo, e questo può comportare, almeno all’inizio, un ritardo nella lettura dei dati… Con la Mes abbiamo avuto anche problemi di sicurezza (il motore accelerava all’improvviso, ndr) poi risolti, problemi riscontrati da tutti tranne che da un team». Quello per l’appunto, la Mclaren. Dice Aldo Costa, direttore tecnico, il papà della Rossa a capo del pool di geni quarantenni che ha creato le ultime Ferrari (chief designer è il solito Nicolas Tombazis): «È ovvio che al momento la McLaren, con quella centralina, ha un vantaggio, e che il nuovo sistema ha condizionato ogni area della macchina, però il nostro gruppo di lavoro ci permetterà di colmare presto l’attuale divario».

A riprova che il duello, in attesa che Alonso e la Renault stupiscano il mondo, sarà sempre più Ferrari-McLaren, c’è che se la Rossa s’accorcia un poco per essere più competitiva nei circuiti lenti (Montecarlo e Montreal), la vettura anglo-tedesca pare si allungherà come fece la Rossa lo scorso anno. Eterno inseguimento. A volte leale, a volte, come ben sappiamo, no.

Ma la Ferrari vuole dominare il 2008. Costa parla apertamente di «evoluzioni aerodinamiche davvero eccellenti» (si vocifera che l’auto sia tre decimi al giro più veloce della F2007). Mario Almondo, responsabile della Gestione operazioni, assicura che «quest’anno non ci limiteremo a portare quattro evoluzioni durante l’anno, saranno di più, anzi, sarà difficile, ma cercheremo di introdurre degli sviluppi ad hoc per ogni gp…».

Intanto, la F2008 ha già il suo soprannome, squalo martello, per via dell’avveniristico muso che integra il profilo alare superiore. «Abbiamo lavorato principalmente sull’aerodinamica, è completamente diversa, ma i veri cambiamenti li vedrete a Melbourne – aggiunge Costa -, comunque scocca e pance sono più scavate, il cofano motore più profilato, e poi tutto quel lavoro fatto per prendere confidenza con la nuova centralina…». Già, quella della McLaren. Il grande duello è proprio ricominciato e la ferita non ancora rimarginata.