Il Ferraris e l’Argentina: la palla ovale dà i brividi

Caro Giornale, sabato 19 a Genova torna il grande Rugby. Non ho dubbi, la città risponderà i modo splendido!
Genova ha fame di eventi di qualità e questo lo è. L’Argentina è una delle sei formazioni più forti al Mondo ed è in grado di mettere in difficoltà qualunque avversario. Una squadra che, in questi ultimi anni, ha fatto passi da gigante nel ranking mondiale della palla ovale, mentre, non si può dire lo stesso dell’Italia.
Questa partita ha un sapore e un valore particolare, diverso dai recenti incontri contro gli argentini. Le motivazioni dell’importanza di questo match trovano proprio qui in Italia il massimo dell’espressione sportiva e perché no anche culturale. Della grande rivalità. Come dire che una partita giocata qui, magari dall’esito vittorioso, vale molto di più che una giocata in casa loro.
La cornice dello stadio di Marassi ha più volte fatto emozionare i nostri giocatori che da anni lo segnalano, come tra l’altro tutti i dirigenti delle formazioni anglosassoni del Sei Nazioni, quale sede ideale per il prestigioso torneo europeo. Uno stadio che riesce a trasmettere ai giocatori sensazioni uniche come nessun altro impianto per il rugby nel nostro paese. Figuriamoci se contro di noi c’è l’Argentina!
Gli Argentini così tremendamente uguali a noi ma anche così diversi sanno suscitare reazioni ed emozioni particolari, anche dalle valenze opposte, in tutti gli sportivi italiani.
Dal calcio al rugby il passo è breve. Tante sono le storie di grandi giocatori che si intrecciano sull’asse Italia - Argentina.
Ultimo fra tutti il grande Diego Dominguez.
Basta leggere i cognomi della formazione dei Pumas e non sai chi dei due sia l’Italia o l’Argentina. Anche per queste considerazioni, che sembrano banali ma che poi nella testa dei giocatori sono ben presenti, sarà uno spettacolo fantastico.
In questi ultimi anni loro hanno migliorato molto sotto il profilo caratteriale e comportamentale noi, al contrario, abbiamo perso del tempo inseguendo un gioco che proprio non ci apparteneva.Quello «molto fisico» dei maestri neozelandesi non faceva per noi. Vedremo se con il cambio della guida tecnica e di impostazione nel gioco saremo in grado di tenere il campo.
Si annuncia come una partita durissima fatta di scontri che vanno anche nel personale con rivalità molto forti fra i singoli giocatori.
Ma alla fine, come spesso accade in questo bellissimo sport, è la squadra che vince.
È il gruppo che prevale. E loro anche in questo sono fortissimi.