Ferrero assolve i clandestini Tutti vittime della Bossi-Fini

Il ministro della Solidarietà Sociale attacca la legge sull’immigrazione: «Troppo severa, crea disagio»

Neanche il tempo di far scendere i passeggeri, ed ecco salire sul pullman della paura i professionisti del «dialogo interraziale». Tre banditi albanesi che seminano il panico e servono su un piatto d’argento l’occasione per dare all’episodio di Alessandria una lettura tutta ideologica. Strumentalmente ideologica, verrebbe da dire ascoltando il commento a caldo del ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero: «La clandestinità prodotta dalla legge attualmente in vigore, la Bossi-Fini, ha contribuito di molto all’aumento della delinquenza. Proprio per questo deve essere superata la Bossi-Fini: per garantire a tutti più sicurezza, per combattere la clandestinità e le organizzazioni criminali che sulla clandestinità fanno le loro fortune». Durissimo con i «responsabili politici», Ferrero si mostra piuttosto comprensivo con i «responsabili materiali dei crimini»: «Riguardo ai fatti di cronaca nera che negli ultimi giorni hanno avuto come protagonisti immigrati, va detto che i delinquenti sono delinquenti, che siano italiani o immigrati, e come tali vanno perseguiti. Il futuro dell’Italia è nell’integrazione e nell’inclusione sociale degli immigrati e nel portare a regolarità il fenomeno migratorio». «Integrazione» e «Inclusione sociale», eccole le parole magiche di Ferrero; basta pronunciarle e per il ministro il problema-clandestini è bello e risolto.
Ma Ferrero, a sua volta, viene attaccato dai senatori della Lega, Piergiorgio Stiffoni e Paolo Franco: «Ci viene da chiedere al ministro Ferrero se i tre extracomunitari che hanno sequestrato un pullman con passeggeri a bordo, ferito un poliziotto, e bruciato lo stesso pullman, erano in attesa della nuova legge sull’immigrazione, sul diritto di voto, e sulla cittadinanza».
Non fa sconti neppure Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia: «Il Paese è in una situazione di grave e preoccupante emergenza sicurezza. Il dirottamento di un pullman lo testimonia. Il governo deve intervenire immediatamente con forza e rigore. Basta con il solito buonismo della sinistra. Ferrero prenda una posizione di netta condanna dell’accaduto invece di tenere sempre un irresponsabile atteggiamento dialogante. Nessun compromesso con chi mette in pericolo la vita dei nostri figli». Secondo Bertolini, «da quando ci sono Prodi e compagni, gli italiani sono terrorizzati da episodi di violenza che si ripetono ormai quotidianamente e vedono sempre più spesso come protagonisti pericolosi immigrati clandestini. È ora di dire basta. Accantonino la Amato-Ferrero e rispediscano a casa le persone indesiderate».
Netta la presa di posizione anche da parte del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro: «Uno straniero che delinque o che entra irregolarmente in Italia deve essere immediatamente rimpatriato. La pena deve scontarla al suo Paese. Quello di ieri è l’ennesimo episodio riconducibile di una immigrazione non governata e che danneggia per primi gli immigrati regolari».
«Le leggi fin qui prodotte - sottolinea il ministro - hanno generato insicurezza nei cittadini, e così sarà fino a quando non verrà applicato il principio che chi entra in Italia ne deve osservare le leggi senza se e senza ma. Il buonismo e l’attendismo di alcuni partiti sia al governo che all’opposizione stanno generando nell’opinione pubblica un rifiuto dello straniero».
Al ministro Ferrero staranno fischiando le orecchie.