Ferrero: «Il Pd? Imperialista e suicida»

Sul voto utile, «mi pare che l’atteggiamento del gruppo dirigente del Pd sia suicida perché regala a Berlusconi il governo dell’Italia per i prossimi 30 anni. Ma gli interessi di Franceschini non sono gli interessi del Paese». Così il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, ieri a Bologna per spiegare il programma del partito in vista delle elezioni e le ragioni del suo no al referendum. In particolare, Ferrero rileva che «il voto utile dice che il Pd ha una sindrome particolare: come un giocatore che fosse sicuro di non arrivare primo e dunque la gara non la fa, ma vuole arrivare secondo senza che nessuno arrivi terzo». «C’è dunque un filo - affonda - che parte da Veltroni che ha contribuito a dare una botta alla sinistra, poi lo sbarramento al 4% alle Europee con la stessa logica, perché certo non dà fastidio a Berlusconi. In terzo luogo il referendum che se passasse consegnerebbe il governo a Berlusconi per i prossimi 30 anni visto che il Pd vale il 25% e il Pdl 40% e se inglobasse la Lega arriverebbe al 50%. Non c’è partita. L’unico senso del referendum è quello di riproporre la logica del voto utile, cioè rompere le scatole a sinistra».
Da parte del Pd, osserva Ferrero, c’è una «posizione delirante» «per cercare di raggranellare qualche voto a sinistra», mentre servirebbe «un po’ meno imperialismo» perché «per battere Berlusconi il tema della coalizione è decisivo». Le basi del confronto non sembrano le migliori.