Ferrero: pronti a cancellare la Bossi-Fini

Il ministro della Solidarietà sociale annuncia il provvedimento in Consiglio dei ministri venerdi. Nei Cpt solo i clandestini che non si fanno identificare. In dieci anni sono arrivati in Italia due milioni di stranieri. Le perplessità della Ue, Frattini: "L'immigrato che si sponsorizza da solo non dà garanzie"

Roma - La sinistra è pronta a smontare un altro pilastro delle riforme attuate dal governo Berlusconi: la Bossi-Fini. La legge, che ha posto un freno all'immigrazione incontrollata, dettando per la prima volta regole certe sugli ingressi, sta per essere cancellata. «Spero che venerdì in Cdm arrivi il testo del disegno di legge sull'immigrazione» ovvero la riforma della Bossi-Fini. A dirlo è il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero intervistato questa mattina su Raiutile. «Siamo in fase di limatura del testo - ha spiegato il ministro - e credo che al massimo la prossima settimana sarà pronto». Insomma, per Ferrero «al novanta per cento lo presenteremo venerdì in Cdm, ma c'è un 10% di possibilità che slitti alla prossima settimana». Per quanto riguarda i contenuti del disegno di legge Ferrero ha spiegato che, rispetto alle anticipazioni uscite su alcuni organi di stampa, «non ci saranno stravolgimenti». Ormai, ha detto il ministro, «l'accordo è stato trovato» e ha come perno il ruolo dei Cpt. «Lì - ha detto il ministro - devono andare solo gli immigrati che si rifiutano di farsi identificare. Gli altri andranno nei centri di identificazione. Quando si governa - ha aggiunto Ferrero - si ha il dovere di fare la battaglia politica, ma poi anche di trovare l'accordo». Se l'accordo all'interno del Governo c'è, bisogna vedere se terrà anche in Parlamento. «Mi pare - ha risposto su questo il ministro - che il punto di forza del disegno di legge sia il fatto che nasce dopo un lungo periodo di ascolto della società civile. Dalla Caritas a Confindustria, passando per gli enti locali e per i sindacati, tutti ci hanno detto cose simili fra loro. Il disegno di legge traduce in norme quanto ci è stato chiesto da chi si occupa di questi settori». Per questo il ministro ha risposto «sì» quando gli è stato chiesto se ci sarà la possibilità di convergenze bipartisan. «Penso a parti del mondo cattolico, all'Udc, ad alcuni elementi di An. Insomma - ha concluso Ferrero - spero si possa fare un discorso di merito».

Prima bocciatura dall'Ue. Frattini: no all'autosponsor Forti perplessità sull'autosponsor, indicazioni per puntare invece agli ambiti locali «che devono fare la differenza». È questo il commento del vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini, alle bozze della nuova legge di riforma dell'immigrazione, che sta per essere varata dal governo. Frattini ha spiegato di aver chiesto al governo di notificare, come è prassi, all'Unione Europea la nuova legge «non appena varata. La guarderò ma ho già una perplessità molto forte che riguarda il cosiddetto autosponsor. L'aspirante immigrato - ha aggiunto - che si sponsorizza da solo non dà alcuna garanzia di non essere preda del traffico di manodopera illegale». Secondo Frattini l'unica opportunità potrebbe essere quella di «puntare sul ruolo delle associazioni imprenditoriali, perchè loro sanno di quanti lavoratori c'è bisogno, a Varese o a Gorizia. Sono gli ambiti locali che devono fare la differenza».

Due milioni di immigrati in 10 anni Dal 1996 al 2006 in Italia sono arrivati poco meno di 2 milioni di stranieri. È quanto rileva l'Istat nell'ultimo rapporto sulla popolazione straniera regolarmente presente in Italia, che al primo gennaio 2006 era di oltre di due milioni e 700 mila. L'aumento maggiore, rileva l'istituto di statistica, si è avuto con la regolarizzazione di quasi seicentomila lavoratori nel 2003. La comunità maggiore presente nel nostro paese è quella dei rumeni (271.491), seguita da albanesi e marocchini. Tra le donne risultano più numerose le rumene (circa 145 mila). L'Istat ha basato la sua rilevazione sui permessi di soggiorno che risultano in aumento nel nord-ovest (+5,6%) e in particolare nel nord-est (+16,4%). In diminuzione, invece, i permessi per lavoro nel Mezzogiorno (-23% in media).

Nel 2050 Italia quarta meta mondiale L'Italia, con una popolazione «nativa» che non cresce più ma ha già incominciato a diminuire lentamente, nel 2050 è destinata a salire addirittura al quarto posto della classifica mondiale, fra le nazioni industrializzate che sono meta dei principali flussi migratori. La notizia emerge dal rapporto dal Dipartimento affari economici e sociali delle Nazioni Unite che sarà pubblicato nei prossimi giorni al Palazzo di Vetro di New York. «In termini di medie annuali - si legge nella bozza dell'indagine condotta da una commissione di esperti demografici di 47 paesi - i maggiori destinatari di immigrati stranieri saranno gli Stati Uniti (1,1 milioni all'anno), il Canada (200.000), la Germania (150.000) e l`Italia (139.000)». Seguono, sempre nel mondo industrializzato occidentale, il Regno Unito con 130 mila arrivi di immigrati all`anno, la Spagna con 120mila e l'Australia con 100mila. Della Commissione demografica dell'Onu, che si rinnova a rotazione ogni quattro anni, l'Italia attualmente non fa parte.