Ferretti: «Più seducenti con le gonne corte» E Richmond ricama gli strass sulla pelle

«Amo vestire le donne intelligenti che non si limitano a manifestare in piazza ma fanno qualcosa di concreto per guardare al futuro con femminilità» parole di Alberta Ferretti, maestra di stile e poesia che ieri ha mandato in passerella una nuova idea di seduzione. «Più che su una scollatura eccessiva punto sulle gambe, accorcio le gonne ma propongo anche sensuali stivali cuissard persino di velluto», spiegava la signora mentre in passerella le quarantaquattro uscite apparivano una più bella e convincente dell'altra, espressioni di forme nitide, colori pieni come l'arancio, il viola, il verde petrolio scossi da lampi di luce fra ricami importanti e stampe esclusive. I nostri pezzi favoriti? Il tri-set, un irresistibile insieme di tunica, pantalone e cappottino, un abito trapezio con una stampa che ricorda un macro effetto craquelé, una deliziosa pelliccia «galleggiante» in visone lavorato a trasporto su organza. Una prova semplicemente super. Come di alto livello è apparso il lavoro di Angelo Marani che ha mandato in scena sofisticate seduttrici, hippy per passione, chic per temperamento, educate al lusso e mai colte da incertezze quando si tratta di scegliere fra un magnifico maxi cappotto in maglia a balze di cashmere color biscotto con entre-deux di visone o la sontuosità di quello in broccato da tappezzeria anticato ad arte. Ogni outfit della collezione progettata dallo stilista di Correggio era una dimostrazione della sua capacità di far ricerca: bellissime le maglie di cashmere e visone color miele, le gonne plissé soleil in tessuto laminato oro, i gilet in patchwork di pellicce stampate. Un best-seller annunciato? Le irresistibili borse fatte con i tappeti vintage. «Wamp come vogliono apparire le donne veramente sofisticate: le mie donne fanno pensare alla potenza espressiva di Annie Lennox, una mia carissima amica» spiegava John Richmond prima di far sfilare una collezione scoppiettante dove il glamour non era casuale e la musica elettronica dei Daft Punk perfetta per sottolineare lo spirito della sua moda. Tra le proposte più espressive il cappottino in nappa intrecciata, il chiodo in pelle candida con grande ricamo di strass sulla schiena, l'abito in jersey verde smeraldo drappeggiato sul corpo come solo un cultore di bellezza femminile sa fare. Dettagli speciali: il tronchetto nero con tacco e chiusura a triangolo in rosso segnaletico. Sul linguaggio del corpo ha lavorato anche Alberto Moretti che nella collezione Arfango continua a scrivere sotto le suole messaggi ironici: «Non conta chi sposi», «Conta da chi divorzi». Grande verità così come vera è la bellezza dello stivale con lo chiffon drappeggiato sulla pelle color «nude», dei modelli eleganti con bottoncini ricoperti come quelli dei bustier di una volta, dello stivale alla schiava addolcito da applicazioni di rose di chiffon cucite a mano. Questione di classe come insegna la collezione di Gattinoni che sceglie il bon-ton stile «Colazione da Tiffany» ma lo ambienta nell'Africa di Karen Blixen. Un mix che ha le espressioni più felici nel cappottino blu con alto bordo di pelliccia, nella sahariana in lana cotta portata sulla gonna a pannelli con ricami gioiello.