FERROVIE, INVESTIMENTI MANCATI

Tra i ricordi d’infanzia, quando con gli scout facevamo dei «bivacchi» in vari posti della Val Trebbia, ricordo i racconti di un simpatico agricoltore che era partito militare a vent’anni per poi tornare a casa, essere richiamato per la guerra d’Etiopia, poi in Spagna e poi rientrò dalla prigionia nel 1946. Lui aveva a casa un teodolite ed una stadia del padre che a fine ‘800 aveva operato come «canneggiatore» (termine che i topografi d’oggi abituati al computer quasi non conoscono più) per rilievi topografici per il tracciato di una ferrovia che collegasse Genova con Piacenza. Ci raccontò la storia del tunnel di Boasi realizzato dal genio militare per muovere le truppe ed i cannoni tra la val Fontanabuona e la val Bisagno/val Trebbia.
Sicuramente una linea ferroviaria come la Genova-Casella che fosse proseguita per poi attraversare la Val Trebbia collegando Genova a Piacenza avrebbe potuto dare un impulso all’economia della valle e avrebbe permesso a tante famiglie di continuare a vivere qui e venire a studiare, lavorare a Genova e poi avrebbe aiutato lo sviluppo turistico di tante ridenti località che si popolano solo in tarda estate-inizio autunno.