Ferrovie, pagano i passeggeri: biglietti più cari

Il presidente Cipolletta: perdita a 1,9 miliardi con incassi per 6,7

Paolo Giovanelli

da Milano

Dal 2007 i biglietti ferroviari rincareranno: lo ha detto ieri il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. «L'autorizzazione alle Ferrovie arriverà entro dicembre, in occasione dell'ultimo Cipe che dovrebbe riunirsi l'ultimo venerdì del mese (molto probabilmente la riunione si terrà il 22 dicembre, ndr), lo stesso giorno del Consiglio dei ministri» ha detto Bianchi. A subire i rincari saranno solo tre tipi di biglietti: quelli dell’Alta Velocità, Eurostar e alcune linee Intercity che hanno uno standard di servizio a livello europeo. Linee regionali e treni pendolari non subiranno aumenti.
La decisione cade in un momento drammatico, mentre il presidente delle Ferrovie, Innocenzo Cipolletta, in mattinata ha parlato in un’intervista a Radio 24 di una perdita che sfiora i due miliardi nel 2006, con incassi che arrivano a 6,7 miliardi di euro. Il viceministro all’Economia, Vincenzo Visco, ha affermato polemicamente che «il disavanzo del 2006 non sarà di quattro punti (del pil, ndr) compresa la sentenza dell'Iva sulle auto, ma probabilmente andrà sopra il 6%, perché ci sono debiti delle Ferrovie che stanno comparendo da sotto il tappeto dove erano nascosti». Ai vecchi manager di Fs «abbiamo dato anche dei premi», ha sottolineato Visco, riferendosi ai vertice che ha preceduto l’attuale: «Non so se adesso faremo o no azioni di responsabilità». E anche il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani ha sferrato un attacco su due fronti: «Il governo Berlusconi per pura demagogia lasciò ferme le tariffe e suggerì all'orecchio degli amministratori di allora di non toccare le tariffe. Gli amministratori di allora, facendo il danno dell'azienda, accettarono il suggerimento» ha affermato.
Rincarano i biglietti. Cipolletta, riferendosi al pesante deficit delle Ferrovie, ha detto che sarà necessario aumentare le tariffe (a dire il vero oggi alle Ferrovie sottolineano che si tratta di «prezzo» e non più di «tariffe»), anche se ha aggiunto «soltanto per gli Eurostar e alcune linee dell’Intercity che sono ferme da oltre sei anni, mentre i costi sono aumentati e le tariffe sono quasi la metà della media europea». Al momento comunque non è stata fatta nessuna cifra, almeno a livello ufficiale, anche se si sa che il rincaro minimo sarà del 3 per cento. Non saranno invece toccati i treni regionali e quelli per i pendolari.
L’Alta Velocità. L'avvio dell'Alta Velocità consentirà la presenza di più operatori e quindi una maggiore concorrenza a beneficio dei passeggeri ha affermato Cipolletta. Prima, però, sarà necessario completare la linea Torino-Napoli: «Il mercato penso e spero che ci sarà. Oggi c'è già per alcune tratte e c'è nel settore merci dove ci sono già diversi soggetti privati che operano. E anche nel trasporto passeggeri, anche se ancora molto limitato, siamo più aperti rispetto ad altri Paesi continentali. Noi abbiamo la separazione tra la rete, Rfi, e il gestore Trenitalia. Abbiamo 40 società che hanno fatto domanda. Una buona metà hanno avuto l'autorizzazione: sulla linea Milano-Venezia già si può prendere un treno svizzero che parte da Zurigo. Quando avremo la quadruplicazione dei binari con l'Alta Velocità - ha aggiunto - sono convinto che ci saranno molti operatori che vorranno far correre i loro treni su queste linee. Stiamo cercando entro il 2009 di avere tutta la linea Alta Velocità Torino-Napoli completa. A quel punto avremo la possibilità di liberalizzare molto». Cipolletta ha aggiunto che sarà necessario cambiare alcune norme perché le Ferrovie possano finanziare i lavori e terminare entro il 2009. Bersani, piccato sulla liberalizzazione, ha affermato che esiste dal 2001.
Proteste. Immediate le proteste delle associazioni dei consumatori: Cittadinanzattiva ha chiesto un confronto prima degli aumenti e l’Adoc ha detto che prima bisogna migliorare i servizi, per l’Ugl è il momento meno opportuno per fare rincari. Per Adusbef e Federconsumatori «non se ne parla neanche», il Codacons minaccia di impugnare gli aumenti davanti al Tar.
Liquidazioni e polemiche. Cipolletta ha assicurato che quando lascerà la guida delle Ferrovie, sarà senza maxi-liquidazione. Commentando il maxibonus del suo predecessore Elio Catania, secondo indiscrezioni 7 milioni (ed è quello a cui ha fatto riferimento Visco), Cipolletta ha osservato che «i manager delle aziende pubbliche dovrebbero essere più responsabilizzati, ma questo va scritto nei contratti. Va rimproverato chi ha fatto il contratto, non la persona che uscendo dal lavoro lo rispetta».