Ferrovie, perdite ridotte dell’80% «È la strada giusta»

I ricavi passano da 6,7 a 7,6 miliardi. Soddisfatto l’ad Moretti: «Meno costi»

da Milano

Le Ferrovie invertono la marcia, abbattendo le perdite dell’80% e riportando in positivo la gestione corrente (più 465 milioni il margine operativo lordo) grazie a un incremento dei ricavi, che passano da 6.703 a 7.685 milioni, e una forte riduzione, pari a 131 milioni, dei costi. Trenitalia, in particolare, nel 2007 migliora i ricavi di 595 milioni, ma, soprattutto, diminuisce fortemente i costi operativi, con 223 milioni in meno. La società di trasporto del gruppo consegue così un miglioramento di 818 milioni del margine operativo lordo che ritorna, nel 2007, a essere positivo per 245 milioni. «Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti- afferma l’ad di Ferrovie, Mauro Moretti, commentando il bilancio 2007 -. Grazie alla riduzione dei costi e all’aumento dei ricavi in tutti i settori, compreso quello merci, siamo riusciti a ridurre dell’80% le perdite, recuperando 1.706 milioni di euro di passivo. È il segno che la strada intrapresa è quella giusta». L’esercizio del gruppo si è chiuso ancora con un risultato netto negativo per 409 milioni, ma rispetto ai 2.115 milioni del 2006 il miglioramento è significativo: 1.076 milioni, pari a una riduzione dell’80 per cento.
Un’inversione di tendenza dovuta a una serie di fattori positivi che hanno contribuito sia a migliorare i ricavi che a contenere i costi. Per quanto riguarda il primo aspetto, il gruppo Fs, nella sua nota, sottolinea l’aumento del fatturato sia nel traffico viaggiatori, per la politica di adeguamento dei prezzi e la razionalizzazione dell’offerta commerciale, sia nel traffico merci, grazie soprattutto ai risultati fortemente positivi dell’internazionalizzazione del settore.
E proprio il traffico internazionale ha visto aumentare i ricavi nel corso del 2007, grazie allo sviluppo dell’offerta mirata soprattutto al corridoio centrale europeo: così come sono cresciuti i ricavi derivanti da contratti di servizio pubblico e servizi di infrastruttura. Dal lato dei costi, la politica di contenimento e di ottimizzazione delle spese ha consentito un risparmio di 152 milioni, cui si contrappone però un aumento di 21 milioni netti dovuto principalmente agli oneri di trasporto e spedizione da parte delle società del settore merci per la maggiore attività effettuata nell’esercizio. Un altro fattore che ha contribuito positivamente al miglioramento dei conti è il contenimento della spesa per il personale, il cui costo è rimasto invariato rispetto all’esercizio precedente, nonostante l’incremento retributivo dovuto sia all’inflazione che ai rinnovi contrattuali.
Infine, per quanto riguarda l’andamento dell’altra società importante del gruppo, Rfi-Rete ferroviaria italiana, si consolida la situazione di equilibrio già raggiunta negli esercizi precedenti.