«Festa abusiva? È stata un’imboscata»

Lo accusano di festa privata in luogo pubblico. Lui, Fabio De Lillo, Pdl, assessore all’Ambiente della giunta Alemanno a Roma, domenica scorsa all’Aranciera di San Sisto, suggestivo giardino nell’ex Semenzaio in cui ha sede il suo assessorato, c’era. E sì, era lì con la famiglia. E sì, festeggiava il primo compleanno di sua figlia. Ma adesso non sa se ridere o piangere. Nel dubbio, fa entrambe le cose.
Assessore De Lillo, l’hanno beccata con le mani nella marmellata. Anzi, nella torta.
«La marmellata la faccio in casa».
L’assessorato non è casa sua.
«La festa per mia figlia l’abbiamo fatta il sabato sera a casa».
E la domenica ha invitato 150 persone alla villa che nessuno è mai riuscito ad affittare.
«Vergognose bassezze».
Ci sono le foto.
«Non conoscevo quasi nessuno. Era una manifestazione pubblica ambientale, la quarta e ultima “domenica dei pic nic”»
Guarda caso nel giorno del compleanno di sua figlia.
«Ho infilato la torta nel cestino».
E le ha fatto spegnere la candelina.
«Avesse visto come batteva le manine, è meravigliosa».
Lei porta sempre la famiglia agli eventi pubblici?
«A queste domeniche sì: erano organizzate per rilanciare il concetto di famiglia, c’erano stati altri compleanni in quelle precedenti».
Le giornate per l’ambiente familiare, insomma.
«Le famiglie ormai sono smembrate, il concetto che vogliamo rilanciare è quello delle domeniche dedicate a Nostro Signore, al riposo...»
Ha santificato la festa.
«Sono un papà».
È un assessore.
«Ecco, prendo atto che un assessore non può fare il papà»... «Le ripeto: era un evento pubblico, infatti i cancelli erano aperti».
Fosse stato un evento pubblico ci sarebbe stato un comunicato a pubblicizzarlo.
«La divulgazione non è compito mio, ma della società che ha organizzato».
Allora è stata un’imboscata.
«Sì. Hanno visto l’assessore in un angolo che faceva spegnere la candelina alla figlia e ne hanno approfittato per fotografarlo».
E la candelina è esplosa come una bomba.
«Ma sì guardi, sono contento».
Meglio così.
«Se il pericolo numero uno del centrosinistra a Roma è una bambina di un anno, vuol dire che gli sono rimasti solo questi biechi mezzi per fare opposizione».
Il Pd chiede la sua testa.
«Siamo una giunta moralmente retta, loro sono ancora destabilizzati dalla sconfitta».
Lei ha messo in imbarazzo il sindaco Gianni Alemanno.
«Mi ha detto: voglio sapere la verità. Gliel’ho detta. È finita lì».
E adesso?
«Scattano le querele. Ho dato mandato al professor Giuseppe Certo, un nome una garanzia. Daremo i soldi in beneficenza all’ospedale Bambin Gesù».
È arrabbiato.
«Ora sono commosso, mi scusi».
Cose che capitano.
«Mi hanno tolto la gioia che ho provato nel vedere mia figlia così felice».
La prossima volta starà più attento.
«Mi sono comportato spontaneamente, farò di tutto per non farlo più».
Glielo impone il suo ruolo.
«Comunque l’Aranciera non è un castello, è una serra. Domani ci metto le piante».