«Festa della cannabis, benedetta da Prc»

De Corato contro la «grande fumata»: «È un reato collettivo e nessuno interviene»

Dopo che l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi ha paragonato i graffiti del Leonka alla Cappella Sistina, suona quasi come un sacrilegio la «grande fumata di cannabis» contro cui si è scagliato ieri il vicesindaco Riccardo De Corato. Nel mirino la tradizionale Festa del raccolto che si è svolta ieri sera in via Watteau, con la «benedizione» del vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera Daniele Farina che del centro sociale è stato lo storico portavoce. «Secondo una tradizione ormai consolidata - denunciava ieri pomeriggio De Corato - gli aderenti al centro sociale si esibiranno, come è loro costume, in un reato collettivo, con una grande fumata comune a base di cannabis. Inneggeranno all'uso libero della droga senza l'intervento di nessuna autorità né giudiziaria, né di ordine pubblico». L'unica novità, segnalava, sarà il beneplacito dell’oggi onorevole del Prc Farina, «collega di maggioranza del ministro della Salute Livia Turco, che proprio in questi giorni sta sponsorizzando l'uso terapeutico contro il dolore della cannabis. Presenterò al ministro un'interrogazione parlamentare chiedendo il suo parere in merito. Visto che in un’intervista ha dichiarato: “Noi non crediamo al ruolo educativo della proibizione, ma in quello della conoscenza”, considera la fumata trasgressiva collettiva un modo per conoscere l'uso di queste sostanze stupefacenti?».
Non si fa attendere la replica di Farina, che legge «con preoccupazione» la contestazione di De Corato. «Difficile che non sappia - afferma - che il tema della serata è “Fare società tra mafia e legislazione proibizionista”, ovvero quale riutilizzo sociale dei beni sequestrati alla mafia anche nel territorio milanese. Tema cui gli amministratori locali dovrebbero essere assai sensibili».