Festa del Cinema, Bettini pronto a lasciare

Era stato uno degli «spot» elettorali più incisivi. Il candidato del centro-destra, Gianni Alemanno, aveva promesso in campagna elettorale che, una volta sindaco, avrebbe rivisto la posizione del Comune nei confronti delle Festa del Cinema. E questo, soprattutto, per dare un segno forte di discontinuità con quella gestione tutta lustrini e pailletes dell’immagine della città poco consona in un quadro di emergenze ben più prosaiche e scottanti (sicurezza, crisi economica e nuovo sviluppo urbano). Ieri, a margine di un incontro dell’Assoforum all’hotel Visconti, Gianni Alemanno ha annunciato che l’assessore alle Politiche culturali Umberto Croppi ha già pronta una «memoria da presentare alla prossima riunione della giunta» in cui si tratteggia la strada da intraprendere per risolvere l’impasse rappresentato dalla gestione della fondazione che regge la Festa del Cinema. «La fumata bianca per la Festa del Cinema - commeta Aleamanno - arriva dopo l’incontro con Bettini, anche grazie al suo senso di responsabilità e alla sua disponibilità a fare un sacrificio per la prosecuzione di questa esperienza». Il prossimo passo, dopo la disponibilità di Goffredo Bettini di rimettere il suo mandato, è un incontro con i responsabili della Provincia di Roma, della Regione e del Ministero dei Beni culturali per vagliare le ipotesi di un nuovo assetto all’interno della fondazione, fortemente voluta due anni fa dall’allora sindaco Walter Veltroni e gestita fin dalla nascita proprio da Bettini. Il quale ha mandato alle agenzie di stampa e ai giornali una dichiarazione nella quale ribadisce la piena disponibilità a farsi da parte per trovare una soluzione che faccia gli interessi della città e della sua «creatura» cinefila. «Oggi ho ribadito al sindaco di Roma - scrive Bettini -, la mia disponibilità a lasciare la presidenza, al fine di sgombrare il campo da ogni possibile polemica e strumentalizzazione politica, che oggettivamente può nascere per il mio incarico nazionale nel Pd». «La mia sola preoccupazione in queste settimane - scrive l’esponente del Pd - è stata quella di salvare la Festa del Cinema, cui ho dedicato tre anni bellissimi di lavoro con tanti bravi e giovani talenti professionali. Mi pare che il sindaco abbia ribadito la volontà del Comune di rimanere nella Fondazione, di rispettare gli impegni sottoscritti dai soci, di dare immediatamente un segnale di certezza per l’edizione 2008, ormai in preparazione avanzata, di aprire un confronto ampio dopo la prossima festa, in grado di valutare i punti di forza da mantenere e gli aspetti da migliorare e innovare dopo tre anni di esperienza». Il possibile cambio al vertice della Festa è divenuto quindi il tema politico del giorno e le altre istituzioni, chiamate in causa sia da Bettini sia da Almenno, hanno subito fatto sapere come intendono muoversi. «Noi ci siamo - è il primo commento di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma - e lavoreremo per donare a Roma e al mondo una grande Festa del Cinema nel rispetto assoluto delle autonomie istituzionali». Zingaretti ha ribadito la sua posizione e quella dell’istituzione in merito alla necessità che quest’evento si svolga regolarmente. «La Festa del Cinema - conclude Zingaretti - è una grande opportunità, non in base a un giudizio politico ma sulla base di dati, per i 600mila visitatori, i 110mila biglietti staccati lo scorso anno». Insomma tutti i soggetti coinvolti sperano di evitare il finale preconizzato proprio dal candidato Alemanno quando, alla vigilia del voto, ha immaginato l’uscita del Campidoglio dalla fondazione. «Ci auguriamo che il Comune scelga di restare nel CdA della Fondazione - commenta Piero Marrazzo, presidente della Regione -. Se però dovesse decidere di uscirne non potremmo che prenderne atto. Se dal Campidoglio riterranno di non avere più interesse a partecipare, questo non influenzerà in alcun modo le scelte di una Regione che guarda innanzitutto agli interessi e alle vocazioni dei territori che amministra». Come dire: lo show (pardon la Festa) deve continuare.