La Festa del cinema non chiude mai

Non di solo festival vive la fondazione Cinema per Roma. Quell’istituzione, per intenderci, che ha dato vita quattro anni fa alla vetrina internazionale che si contende ormai con Venezia l’onere e l’onore di fare da trampolino di lancio nel nostro Paese alle migliori espressioni della settimana arte. Il festival, come si sa, dura poco meno di due settimane. Le attività della fondazione, però, proseguono anche nelle altre cinquanta. Non soltanto. Anche le pellicole già passate per la rassegna non verranno abbandonate a se stesse (e i coraggiosi distributori di opere belle ma difficili, come L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, già ringraziano). La fondazione organizzerà promozioni e incontri con i registi in coincidenza dell’uscita delle pellicole nelle sale. Dopo le presentazioni del film di Diritti e de Il concerto di Radu Mihaileanu (lunedì scorso), a marzo sarà la volta di Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, che verrà proiettato nelle scuole elementari di Roma, Firenze, Bologna, Torino e Milano. A fine maggio, poi, verrà sostenuta dall’istituzione presieduta da Gian Luigi Rondi e diretta da Piera Detassi, il film danese Brotherhood di Nicolò Donato (che ha vinto l’ultima edizione del festival). Da febbraio ad aprile, torna «Viaggio nel cinema Americano», format a cura di Mario Sesti e Antonio Monda, che prevede incontri con attori e registi americani: tra gli ospiti confermati, Susan Sarandon, Paul Schrader e Wes Anderson. Altra iniziativa sarà «Aspettando il Festival», che porta registi ed attori ad incontrare gli studenti degli istituti superiori di Roma, Firenze e Torino: tra gli altri, parteciperanno Alba Rohrwacher, Isabella Ragonese, Michele Riondino e Cristiana Capotondi, che renderanno omaggio a Ugo Tognazzi, scegliendo un suo film nel ventennale della morte.
«L’obiettivo di queste tre attività è la formazione del pubblico, dei giovani, cercando di metterli contatto diretto con la realtà cinematografica» spiega il direttore generale della fondazione Francesca Via che conferma l’aumento del budget voluto dai soci. Una cifra che adesso si aggira intorno ai 13 milioni di euro (solo 8 dei quali impiegati nella realizzazione del festival).