Festa del cinema, si decide lunedì Per il dopo-Bettini è già pronto Rondi

Tutto è rimandato a lunedì, ma è ormai chiaro che, salvo sorprese dell’ultima ora, sarà formalizzata in quella data la nomina di Gianluigi Rondi, da parte del cda della Fondazione Cinema per Roma, a presidente della stessa. A dare l’annuncio ufficile dovrebbe arrivare nel corso di una conferenza stampa già messa in calendario per lunedì alle 15 dal nuovo assessore alle Politiche culturali Umberto Croppi. Un incontro con la stampa - secondo quanto già spiegato dall’assessore - nel corso del quale si dovrebbe delineare il nuovo assetto della fondazione che gestisce la Festa. Così, dopo le dimissioni di Goffredo Bettini, sarà Rondi a presiedere la terza edizione della Festa del Cinema (dal 2 all’11 ottobre). Tutto si è deciso nel pomeriggio di ieri dopo l’incontro con il sindaco Alemanno nel quale il presidente dell’ente David ha sciolto l’iniziale riserbo («un incontro bellissimo», ha commentato subito dopo il neo-sindaco). Da agli addetti ai lavori, registi e produttori, arrivano intanto elogi alla gestione Bettini e invito alla continuità. Per Gabriele Salvatores la «Festa del Cinema è diventata in un tempo breve un appuntamento molto importante: un appuntamento decisivo per contratti e box office dell’inizio della stagione autunnale». «La amo molto perché - continua il regista -, come a Berlino, c’è un pubblico vero, cittadino, fatto di spettatori e appassionati. Inoltre bisogna rendere merito a Bettini di aver innovato l’idea stessa di festival con approfondimenti non convenzionali e intelligenti, come gli incontri curati da Mario Sesti. Spero davvero che la nuova amministrazione prosegua a investire nella Festa, la migliori anche ma non la privi di una fisionomia che in sole due stagioni ha costretto tutti gli altri festival, da Torino a Venezia, a svecchiarsi». Dello stesso parere Ozpetek: «l’invenzione della festa, che si deve fondamentalmente a Bettini, ha fatto davvero vivere il cinema dentro la città. Sono circondato da persone che amano tantissimo la festa». Fresco della vittoria a Cannes con Il divo, anche Paolo Sorrentino fa gli elogi alla manifestazione: «in passato sono stato anche critico verso alcuni aspetti della Festa di Roma, ma devo riconoscere che è stato fatto un gran lavoro sull’onda della passione e dell’entusiasmo. Non so cosa vorrà fare il prossimo presidente, ma quelle che ho sentito finora mi sembrano ipotesi sconclusionate e risibili, mi riferisco in particolare alla presunta necessità di italianizzare la Festa. Certo potrebbe anche darsi che Rondi, nonostante l’anagrafe, faccia scelte giovanili e innovative sulla linea già tracciata da Bettini e che sono poi quelle che servono a una manifestazione come quella di Roma». Il produttore e distributore Roberto Cicutto, infine, elenca le cose che ritiene da salvare: «fin dalla prima riunione al Comune - spiega - ho sempre detto di privilegiare la festa piuttosto che il festival. Una cosa che non andrebbe modificata è Business Street. Se la vogliono toccare fanno una sciocchezza è diventata un’occasione di mercato in un periodo in cui c’è un vero buco per questo tipo di cose. E poi l’attività dei convegni, tutti di altissimo valore, non teorici e accademici».