Festa del cinema? Come sponsor non porta bene alla Roma calcio

Emiliano Leonardi

«S» come sponsor. Ma anche come sfortuna. O meglio, «s» come sconfitta. Mettiamola così, in maniera ironica, e sorridiamo stavolta al ko dei giallorossi, sconfitti a Reggio Calabria (1 a 0) e ora nuovamente dietro l’Inter in classifica. Perché mentre si analizza un pomeriggio di luna storta per Totti e i suoi fratelli, noi torniamo indietro con la mente, alla sera del 19 novembre 2005, dodicesima giornata del campionato scorso, quando alle pendici di Monte Mario la formazione di Luciano Spalletti subì un umiliante 1 a 4 dalla Juventus. Il nesso fra le due partite? Eccolo: anche allora, così come ieri, il club della famiglia Sensi scese in campo con uno sponsor a gettone utilizzato per un’unica occasione, «Fiuggi», la famosa acqua oligominerale. Be’, all’epoca chi non masticava di Plinio e delle sue dissertazioni ironizzò molto sull’«one-shoot» di maglia, dicendo che neanche se ci fosse stata sulle divise dei capitolini la griffe... dell’«Acqua Marcia» la Roma avrebbe vissuto una serata così disgraziata. E stavolta? Considerato che l’idea di far scendere in campo la squadra con il logo del Festival del cinema capitolino sulle casacche è stata di Veltroni, le barzellette si riverseranno sul primo cittadino? No, siamo certi, il buon Walter non diventerà lo zimbello della città per lo scivolone esterno dei ragazzi di Trigoria, anche perché la kermesse del lungometraggio sta andando a gonfie vele. Allora, sarcasmo e analogie a parte, siamo certi che il problema venga dall’altra parte, da quelle maglie che pare chiedano di restare pulite, senza loghi di sorta da utilizzare solo in occasioni uniche. Meglio uno sponsor definitivo, con un’azienda che si affianchi ai romanisti per un periodo più lungo, realizzando così una sinergia storica. Come «Barilla», ad esempio, che si unì in matrimonio ai giallorossi dal 1981 al 1994, o «Ina Assitalia», sette anni di matrimonio, dal 1995 al 2002. Quelle sì, che furono sponsorizzazioni fortunate, e non per niente portarono entrambe allo scudetto. Può bastare come input per le aziende ancora indecise, ma che magari vorrebbero strizzare un occhio alla Roma? E soprattutto: può bastare il precedente per stimolare la dirigenza romanista e stringere un accordo? Noi restiamo alla finestra, mentre siamo certi che il sindaco ieri pomeriggio dopo Reggina-Roma è andato a toccare ferro. Sì, perché qualche ora dopo, alle 20.30, con lo stesso sponsor di maglia, la Lazio avrebbe cominciato la partita del posticipo contro il Cagliari...