La festa «copiata» fa paura a Sestri

Per Sestri Levante è un appuntamento fisso, ormai da decenni. Il secondo martedì di agosto c’è «Hanoa hanoa, festa in canoa». È l’appuntamento dell’estate, programmato con immancabile puntualità dalla Piscina dei Castelli, che richiama giovani in gonnellino di rafia e costumi fiorati anche da fuori regione. Sarebbe materiale per le pagine degli spettacoli, se non fosse che ormai è diventata una questione di «plagio» e, a partire dallo scorso anno, anche un problema di ordine pubblico. O meglio, «Hanoa hanoa» resta l’unica e vera festa hawaiana alla discoteca sestrese. Il fatto è che quel modello di successo ha spinto altri a tentare un’imitazione. La scorsa estate, contemporaneamente a quello organizzato dalla Piscina, è andato in scena un party alternativo, sulla spiaggia. Il risultato? Risse, bottiglie rotte ovunque, problemi con residenti e turisti, gruppi di ubriachi che hanno danneggiato mezza cittadina.
Quest’anno, almeno ufficialmente, di party alternativo non ha ancora sentito parlare nessuno. Ma il timore che ci possa essere il bis, ha spinto le autorità a muoversi. La festa di «Hanoa hanoa», che si terrà l’8 agosto, però un altro tentativo di «imitazione» lo ha già incassato. Dalle 20.30 a dopo mezzanotte, un gruppo di locali del lungomare ha organizzato l’«Hanoa pre party», una sorta di serata introduttiva alla festa,che comunque andrà in scena in discoteca dalle 23. Il Comune di Sestri aveva addirittura dato il suo patrocinio all’iniziativa (poi ritirato perché in precedenza lo stesso gruppo di locali aveva chiesto e ottenuto la «benedizione» pubblica per una festa che prevedeva la distribuzione di birra «a volontà», provocando le preoccuazioni del sindaco per una scelta poco politically correct). Anche un po’ indispettiti da tante feste similari e preoccupati per l’esito dell’«originale» serata hawaiana, i gestori della Piscina dei Castelli avevano addirittura deciso di anticipare l’«Hanoa hanoa» a domani. Ma ancora una volta si è mosso il Comune, che ha chiesto di lasciare tutto com’era, cioè di accettare il «pre party», perché era stato già predisposto un piano di pubblica sicurezza. La «vera» festa si farà come da calendario, su pressioni del Comune, ma i gestori della discoteca prendono le distanze da eventuali eccessi di chi potrebbe voler partecipare alla loro festa già «alterato».