La «Festa dei giovani» chiude con la carica dei cinquantamila

La carica dei 50mila, forse anche di più: sono stati loro - in numero ben superiore alle più rosee previsioni - i veri protagonisti della «Festa dei giovani» che si è svolta nel fine settimana a Genova e ha coinvolto famiglie, educatori, amministratori pubblici e operatori del sociale. Letteralmente «assalito» lo stand dell’esercito dove era stato alzato un ponte tibetano, e molto frequentato anche lo spazio della Coldiretti dove si sono, per così dire, esibiti cavalli, mucche e animali da cortile. «In tre giorni, al centro dell’attenzione - sottolinea Pierluigi Vinai, consigliere di amministrazione della Fondazione Carige e convinto promotore dell’iniziativa - volevamo mettere il mondo dell’infanzia che rischia di essere trascurato in rapporto alle altre emergenze, senza dubbio autentiche e certamente da non trascurare, che riguardano anziani, portatori di handicap, emarginati. L’infanzia, però - insiste Vinai - è diventata sempre più soggetto debole, e dev’essere riportata in primo piano. Ecco perché anche questa Festa, che vogliamo replicare, può essere utile, soprattutto se sapremo tutti dare continuità a un progetto valido sul piano del divertimento, ma anche su quello pedagogico e della riflessione culturale». Un primo messaggio è stato raccolto dall’assessore Massimiliano Costa che ha promesso «una legge regionale sulla scuola entro l’anno». Ma è stato innanzi tutto il cardinale arcivescovo Tarcisio Bertone a cogliere - riconosce Vinai - l’essenza della Festa, «quando ha sottolineato la funzione della famiglia nel vigilare sul tipo di informazione che riceve il bambino, a cominciare da quella fornita dai mezzi di comunicazione di massa». Anche il ministro Claudio Scajola, intervenuto alla manifestazione, ha rinnovato l’appello a essere particolarmente attenti e disponibili nei confronti del sociale: «Il messaggio, se vogliamo - conclude Vinai, esponente di Forza Italia - è anche politico. Non possiamo delegare in maniera esclusiva alla sinistra la cura di questi problemi. I bambini, i giovani sono il patrimonio della società del futuro. Dobbiamo tutti sforzarci di capire le loro esigenze, per riuscire davvero a costruire un mondo migliore».

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