Alla festa dei numeri tra premi Nobel e capitani coraggiosi

Anche una «lezione-spettacolo» sulla vittoria dell’equipaggio di Alinghi alla Coppa America nella kermesse che dal 13 al 16 marzo occuperà le sale del Parco della Musica

È il festival della matematica. D’obbligo, quindi, partire dai numeri. Quelli della passata edizione sono incoraggianti. «E visto che non parliamo del festival di Sanremo - scherza Gianni Borgna, presidente di Musica per Roma - il risultato è senz’altro positivo». In 50mila, infatti, hanno affollato gli spazi del nuovo Auditorium; e l’appuntamento di quest’anno curato sempre da Piergiorgio Odifreddi, dal 13 al 16 marzo, mette in cartellone 12 lectio magistralis, 3 letture matematiche, 5 eventi serali, 5 mostre e la partecipazione di 5 premi Nobel. Numeri di tutto rispetto, insomma, per una manifestazione che punta a ribaltare il vecchio cliché della matematica quale sinonimo di noia, scuola e difficoltà, e a mettere, invece, in evidenza i punti di contatto tra i numeri e la musica, l’arte, la cultura e lo sport. Il debutto, nella sala Sinopoli, è affidato a Umberto Eco che nella sua lezione del 13 marzo alle 11 racconterà come da migliaia di anni si cerchino spiegazioni ai misteri dell’universo applicando fantasiose teorie matematiche. Ancora numeri in evidenza nel primo appuntamento serale in sala Petrassi (costo del biglietto 20 euro) dove la compagnia della Luna presenta Epta, un’opera musicale di Nicola Piovani basata sul numero 7, con 7 musicisti e con 7 brani ispirati a questa cifra e al suo fascino nella tradizione poetica e mitologica. Lectio magistralis che incuriosiscano il grande pubblico e non solo gli addetti ai lavori, è questa la mission del festival: ecco quindi l’Incontro Matematica nel vento. La favola di Alinghi, di domenica 16 marzo, alle 10 in sala Sinopoli, dove Alfio Quarteroni, professore di analisi numerica, descriverà la matematica come sinonimo di leggerezza, velocità, resistenza e manovrabilità, elementi che hanno portato alla vittoria in Coppa America la Svizzera di Alinghi riconsegnando così il trofeo all’Europa dopo 152 anni. Anche i cinque premi Nobel (tre per l’Economia e due per la Fisica) si alterneranno nei vari appuntamenti che puntano a evidenziare i segni di contatto tra il mondo dei numeri e quello dell’arte: di particolare interesse l’incontro «Giocare con la matematica» che vede protagonisti due premi Nobel per l’Economia Robert Aumann e John Nash (cui è stato dedicato il film A beautiful mind) che domenica 16 marzo, in sala Sinopoli alle 16, chiude simbolicamente il ciclo di incontri. Nash che per trent’anni ha convissuto con i successi accademici e la malattia mentale ha approfondito la teoria dei giochi che sta alla base «del dilemma del prigioniero». A quest’ultimo si ispira anche il progetto teatro in matematica a cura di Maria Eugenia D’Aquino, messo in scena il 14 marzo alle 21 nel teatro Studio (ingresso 15 euro). Spazio, infine, alle mostre da quelle interattive a una storia illustrata a fumetti il cui argomento portante è lo studio dell’infinito in matematica, fino all’esposizione dell’artista olandese M. C. Escher, con 66 opere originali, xilografie, litografie, disegni e acquarelli mai esposte in Europa.