Festa dei popoli, 40 etnìe in nome dell’integrazione

Si è svolta a Roma la «Festa dei popoli», una giornata di manifestazioni che punta ad una migliore integrazione culturale degli immigrati nella capitale ed in tutta la sua provincia. Con un programma di oltre dieci ore iniziato in mattinata, la 17esima edizione della festa organizzata dai missionari scalabriniani era intitolata «Siamo tutti migranti», un’espressione usata da papa Giovanni Paolo II in un messaggio per la Giornata delle migrazioni.
Stand bianchi, colorate bandiere (spiccavano le verde-oro del Brasile e le rosso-blu delle filippine), cappelli di paglia, occhi a mandorla e abbracci di solidarietà fra persone con pelle di colore diverso sono stati accolti nell’ampia Piazza San Giovanni in Laterano dove la manifestazione annuale di svolge dal 2005. Le 13 edizioni precedenti erano diventate sempre più affollate nella ben più angusta parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina, alla periferia della capitale. La Festa dei popoli, patrocinata fra l’altro da Presidenza del Consiglio dei ministri, Regione Lazio, Comune e Provincia di Roma, è rivolta ad oltre 150 gruppi di stranieri «cattolici e non» di Roma e Provincia, sottolineano gli organizzatori. Sono state coinvolte oltre 40 etnie impegnate a realizzare postazioni che hanno esposto prodotti culturali, artigianali e gastronomici. Il programma dell’edizione 2008 ha compreso anche animazioni per bambini, un dibattito con ospiti politici, una messa nella basilica, uno spettacolo di folklore e l’estrazione di una lotteria.
«È uno degli eventi più importanti dell’intera città di Roma in tema di integrazione e multietnicità», sostengono ancora i missionari scalabriniani in una pubblicazione dedicata alla manifestazione.