Alla festa dei Rom 200 euro, si chiude il caso Valbisagno

Ho scritto circa un anno fa a proposito della delibera regionale che aboliva l’obbligo dei certificati per la malattia, l’obbligo di presentare i certificati di vaccinazione... ecc. A quelle comunicazioni è seguito l’incontro con la Sig.ra Mariani, la pubblicazione di una mia lettera nelle pagine che avete dedicato a questa battaglia, e poi finalmente le istituzioni hanno dovuto fare marcia indietro.
Questa volta il problema è, a mio avviso, decisamente più grave. Io faccio tutt’altro lavoro, ma mi tengo sempre aggiornata su ciò che le istituzioni partoriscono in materia di scuola. Ho tre figli, uno dei quali diversamente abile e che usufruisce dell’insegnante di sostegno. Nell’ultima finanziaria e nella circolare 19 del 1/02/08 vengono cambiate le modalità di determinazione della dotazione organica dei posti di sostegno per l’integrazione degli alunni disabili. Il succo è che l’organico dei posti totali (organico di diritto ed organico di fatto) verrà ridotto al 70% di quello in essere. Il ministro, a mio avviso giocando sulla confusione dei termini se ne è uscito affermando che aumenterà l’organico di diritto degli insegnanti di sostegno; peccato che cancelli i posti in più (le cosiddette «deroghe» richieste in base alla gravità e concesse dal provveditore) e che rappresentano circa il 50% degli organici di diritto. Già con i numeri di oggi è molto difficile che il diritto all’integrazione proclamato nella legge 104 sia realizzabile, figuriamoci con i tagli che ci aspettano!
Certo, rimane il diritto per le famiglie di fare ricorso alla magistratura.
Siccome l’effetto di queste decisioni ricadrà nei prossimi anni scolastici, credo sarebbe bene fare sapere chi ne ha la responsabilità. Se la Moratti avesse fatto quello che ha fatto Fioroni, probabilmente avremmo avuto i metalmeccanici in piazza a protestare.
Certo parlare solo di numeri è riduttivo, il reale problema è che i ragazzi disabili sono considerati di esclusiva competenza e responsabilità degli insegnanti di sostegno, negando nei fatti il diritto all’integrazione.
In realtà l’insegnante di sostegno è della classe, così come il ragazzo disabile è responsabilità di tutti gli insegnanti. Quello che succede è che invece spesso i nostri ragazzi vengono messi in corridoio o nell’«auletta dell’integrazione» (se non fosse tragica, la contraddizione in termini farebbe ridere) con il «loro» insegnante, così non disturbano. Generalizzando, noi genitori ci dobbiamo confrontare con una categoria di insegnanti curricolari che non ha nessuna voglia di essere corresponsabile nella gestione del ragazzo disabile; nella grande maggioranza dei casi non ha nessuna preparazione specifica nei riguardi dell’handicap. D’altra parte non esiste nessun obbligo di aggiornamento per la classe insegnante. Per carità, ci sono anche (per fortuna) insegnanti validissimi che, a costo di sacrifici, si tengono aggiornati, ma è tutto lasciato al caso e all’iniziativa personale. ɒ inutile che il ministro si faccia bello con iniziative tipo il progetto «I Care» (credo costi 4 milioni) se non stabilisce di pari passo un «obbligo» di aggiornamento. Saranno solo e sempre i soliti quattro gatti coscienziosi che continueranno ad aggiornarsi, mentre non si avrà nessuna ricaduta su quelli che «sono trent’anni che insegno così».