La festa dell’inquietudine

La notizia è che proprio ieri i responsabili della «Festa dell’Inquietudine» di Finale Ligure hanno deciso di assegnare il premio a Massimo Moratti. Proprio ieri, il giorno in cui il presidente dell’Inter ha spazzato via tutte le incertezze e liquidato in un quarto d’ora il periodo più vincente della sua storia. Comincia l’era Mourinho insomma, ma prima di occuparci di lui - di quello Speciale (e sarà curioso vederlo all’opera con quei giornalisti che, fino a quando era a Londra, potevano dargli dell’antipatico a prescindere) - è giusto e doveroso chiudere il regno Mancini con un paio di considerazioni.
La prima è che ognuno fa con i suoi soldi quello che vuole e se davvero, come è stato sottolineato, l’operazione costerà all’Inter più di 100 milioni di euro, il fatto riguarda un presidente a cui comunque i tifosi dell’Inter devono qualcosa, visto quello che ha investito nella loro passione. Altra cosa è la gestione dell’addio: non c’è dubbio che questa non sia stata la prima volta che Massimo Moratti ha pensato di cambiare allenatore, nonostante gli scudetti in serie. E lo ha fatto anche un anno fa, tornando però sui suoi passi e finendo per rinnovare la fiducia al Mancio. Tutto legittimo: ma perché fargli un contratto di 4 anni con opzione del quinto se non si era certi di volerlo tenere?
Secondo fatto: Mancini si è giocato l’Inter la sera con il Liverpool, logorato dagli eventi e da un ambiente che non lo ha mai seguito appieno. Forse sarebbe stato giusto assecondarlo di più, forse è giusto - come ha fatto notare Moratti - ricordare al tecnico che lo staff che aveva preteso per accompagnarsi nell’avventura nerazzurra gli era stato concesso in toto. Di sicuro però l’Inter lascia andare un allenatore che ha dimostrato di essere diventato un tecnico di prim’ordine e il rischio è di ripartire da zero non garantisce il risultato immediato, cioè quella Champions League che Mourihno ha fallito con il suo Chelsea miliardario.
In pratica: l’Inter di Mourinho non è un azzardo ma poco ci manca. Però, fatto un passo bisogna fare subito quello dopo: cioè decidere su medici, Recobi e Adriani vari prima che Mourinho scopra il lato oscuro dell’Inter. Quella più inquieto.