Festa grande da Rossignoli per le bici entrate nella storia

Impossibile non avere mai acquistato qualcosa in un emporio tipo Decathlon, all’apparenza c’è tutto. Ma le cose “introvabili” di cui non si può fare a meno, le trovi nei negozi specializzati, spesso le botteghe di una volta come «la libreria dietro l’angolo» di C’è posta per te.
E oggi è uno di quei giorni in cui può essere piacevole recarsi al 71 di corso Garibaldi anche se non si ama il ciclismo e non si gira per Milano in bici.
Lì c’è Rossignoli e lì, tra strada e cortile, i fratelli Rossignoli, Giovanna, Renato e Giorgio, quarta generazione in sella, organizzano, a partire dalle 16.30, «Biciclette Ritrovate», seconda edizione di una rassegna creata per mettere in mostra «le biciclette che hanno fatto la storia del nostro paese».
Il programma prevede non solo la possibilità di ammirare una cinquantina di pezzi unici, dai velocipedi dell’Ottocento, in legno (soluzione peraltro rispolverata durante l’autarchia mussoliniana per via della penuria di metallo) o con la grande ruota anteriore (e la minuscola posteriore), fino ai mezzi spaziali (per i loro tempi) di campionissimi come Binda (è una due ruote del 1927, arriva come tante da una collezione privata e come tutte è stata assicurata contro i furti), Merckx, Bugno e Berzin, per non scordarsi dei due arcinemici Coppi e Bartali (o Bartali e Coppi che scriver si voglia).
Poi ci sono quelle adattate ai mestieri più disparati, in fondo le più interessanti, a meno di non essere dei tarantolati per Giro e Tour. C’è quella dell’arrotino con la doppia catena, una per pedalare e un’altra per far girare una mola agganciata al manubrio. I pompieri bici-muniti avevano sistemato un tubo in canapa sotto la canna mentre un lattaio poteva trasportare, con quella a lui dedicata, ben tre taniche, due ai lati della ruota posteriore e una sopra quella anteriore, dove oggi al massimo si aggancia un cestino in vimini o tolla plasticata. E poi quelle pieghevoli dei paracadutisti, di tutto perché il bisogno aguzza l’ingegno.
Non solo la mostra, ma anche parole e pappa buona. Alle 18 sarà presentato il libro La corsa più pazza del mondo di Marco Pastonesi. Nulla di comico, ma il serissimo e incredibile Giro ciclistico del Burkina Faso, 1270 km in un Paese africano che se non è il più povero del pianeta, è il penultimo. Alle 19.30 Pedalando nella storia attraverso musica, immagini e narrazione per lasciare spazio, alle 21, alle voci di Parole Sonore, la lettura di pagine a tutta pedivella, ad esempio di Dino Buzzati e Stefano Benni, con musica di sottofondo e in pancia il picnic.
Rossignoli, 108 anni di storia, ha un sito, rossignoli.it, un numero di telefono, 02.804960, e noleggia bici (oltre a venderle, ovvio) anche per un giorno (a 10 ) o per mezza giornata (a 6). Bravi.