«La festa di laurea? A me è costata 600 euro di multa»

Un giovane dottore padovano organizza, come tradizione, scherzi e riti per la discussione della tesi Ma sul più bello è arrivata la polizia...

Gli amici di Giovanni Biasin, 24enne universitario padovano (leggermente fuori corso), avevano organizzato tutto. Quando, dopo la discussione della tesi, il neodottore è uscito dall'aula magna, la corona d'alloro gli è stata adagiata sulla testa dalla madre, mentre la sua fidanzata gli ha rifilato un gran calcio nel sedere. Non a caso infatti i riti goliardici sono, da sempre, un mix di dolcezza e «violenza». Ma il bello è arrivato all'esterno dell'ateneo, dove la scapestratissima comitiva del Biasin era pronta per i grandi festeggiamenti a colpi di farina sui capelli e fiasco di Chianti che il futuro dottor Biasin (laurea in Medicina e chirurgia) doveva impugnare con la mano destra sollevata. L'effetto era quello di una specie di Statua della libertà in versione maschile e - soprattutto - avvinazzata.

Tutto è filato liscio fino alle ore 18, quando in zona è passata una pattuglia della polizia municipale che, insospettita dal baccano, ha deciso di «approfondire il caso». Gli agenti non ci hanno messo molto a capire che quella era una festa goliardica ad alto tasso alcolico, rigorosamente proibita dal regolamento municipale che, ormai da qualche anno, mette al bando una delle tradizioni più radicate nel mondo universitario padovano. Un mondo che però dei divieti anti-goliardia se ne infischia altamente, mettendo in preventivo di pagare i 400 euro di multa previsti per i trasgressori che «imbrattano il suolo pubblico e arrecano nocumento alla cittadinanza con urla, schiamazzi e abbondanti libagioni». Insomma, esattamente tutte le caratteristiche che accomunano i party goliardici post laurea. Nel caso degli amici del neodottore Biasin, i 400 euro di ammenda sono diventati addirittura 600, visto che il papà del festeggiato aveva anche «indebitamente» affisso sul muro della facoltà un enorme «papiro» (manifesto che ripercorre con testi e disegni il cursus honorum dell'universitario fresco di pergamena). «Iniziare la “carriera” di mio figlio con una multa non è il massimo, ma la felicità è così grande che non saranno questi 600 euro a demoralizzarci», spiegano i genitori del neodottore. «È il primo laureato in famiglia - racconta con orgoglio la mamma di Giovanni - e quel “pezzo di carta” per noi è l'emblema di una vita di sacrifici». I più esaltati al party goliardico sono risultati infatti proprio i genitori del festeggiato: «I miei amici - racconta Giovanni - dopo un po' si sono calmati, invece mamma e papà sono stati in trance per ore. Fino all'arrivo dei vigili. Ai quali abbiamo pure offerto da bere».