È festa: nessuna espulsione di domenica

Sospesi in tutta Italia gli allontanamenti dei rom dopo l’ondata
emotiva. E anche oggi, poiché i giudici di pace il lunedì non lavorano,
nessuno partirà. Ogni irregolare rispedito a casa costa 492 euro di viaggio aereo. Smentito il "prezzo politico"

Milano - La domanda nasce spontanea: che ieri 4 novembre, festa delle forze armate, il governo abbia voluto far riposare anche la polizia? Perché altrimenti non si spiega come mai solo ieri, dopo tutta la fretta dei primi due giorni, gli allontanamenti dei rom siano stati improvvisamente sospesi. Quindi in tutta Italia non c’è stato nessun provvedimento del genere, non è stato organizzato alcun volo per Bucarest, non sono stati convocati i giudici di pace. Insomma: cavalcando l’onda emotiva creata dall’omicidio della povera signora Giovanna Reggiani e mettendo a ferro e fuoco le prefetture e gli uffici immigrazione di tutte le questure d’Italia senza nemmeno dotarle delle precise disposizione attuative (sono arrivate solo ieri, ndr) il governo ha voluto rendere «operativo» in fretta e furia il decreto legge di allontanamento dei romeni che «creano allarme sociale» nel nostro Paese. Salvo poi farsi bloccare da una domenica, in fondo come tante. Al punto che i romeni fermati sabato a Milano - per fare un esempio - prima di essere allontanati, se ne staranno fino a domani nei centri di prima accoglienza, in attesa della convalida del provvedimento da parte dei giudici di pace (che, essendo pochi, sono oberati di lavoro, ndr) e dell’imbarco sul volo. E così, la fretta, il decisionismo del governo che impone ad ogni costo azioni immediate e rapidissime (non importa se scomposte e disorganizzate) si sono dissolte all’improvviso davanti al giorno di festa per eccellenza: ieri, domenica 4 novembre. Quando l’allarme sociale sembrava se la fosse squagliata all’improvviso.

«E pensare che i moduli per l’allontanamento, qui a Milano, venerdì e sabato se li è dovuti inventare il prefetto Gian Valerio Lombardi. Un gran lavoro che ha permesso a Milano di fare da apripista per tutto il resto d’Italia» spiegano in questura dove sono stati bersagliati di telefonate di confronto da parte dei colleghi del 90 per cento delle altre città d’Italia che non sapevano come comportarsi. «Perché la voce “allarme sociale” non sapevamo come catalogarla - continuano i poliziotti milanesi -. Significa fermare e allontanare qualcuno già arrestato? Già controllato? Qualcuno che ha rubato? Chi fa la prostituta? Chi è senza lavoro e non ha una casa?».

Forse la pausa di ieri è stata adottata per temporeggiare e permettere al governo di trattare con Alitalia. Sì, perché, sempre qui a Milano, ci confermano che la «storia» degli 80 euro di costo del volo di rimpatrio sono proprio una bufala.
«Non c’è nessun “prezzo politico” - spiega sempre la polizia -. I quattro che abbiamo già allontanato venerdì sono partiti con un volo Alitalia di sola andata del costo di 492 euro ciascuno. E qualora, uno dei prossimi romeni da allontanare facesse le bizze e si rifiutasse di salire, allora il prezzo del biglietto va moltiplicato per i due uomini di scorta che spettano come accompagnatori a ogni soggetto del genere. E che, naturalmente, devono ritornare in Italia, per un totale di 2.460 euro solo di biglietti d’aereo e solo per l’accompagnamento di una persona allontanata» ci rispondono. Denaro che il governo non poteva aver messo a bilancio. E al quale va aggiunto il costo giornaliero per ogni ospite nel centro di prima accoglienza: circa 80 euro.