Festa del patrono, in Santo Stefano c’è un angolo di Perù

In piazza Santo Stefano, ieri mattina, sono arrivati centinaia di peruviani, provenienti da Milano e da diverse località del nord Italia, per celebrare il «Señor de los Milagros», dal 2005 patrono ufficiale della comunità sudamericana. Ma è dal 1651 che rappresenta il sacro protettore dalla confraternita, da quando cioè la sua immagine, dipinta nel Santuario della Nazarena di Lima, rimase miracolosamente indenne ai terremoti e ai momenti critici che colpirono la città.
Una copia del dipinto è conservata nella Basilica di Santo Stefano, dove ogni domenica si celebra la liturgia per i fedeli immigrati dal Perù a Milano e nell’hinterland (circa 25mila). A loro, ieri, si sono uniti i cristiani dell’intera comunità, ma anche di altri Paesi, italiani inclusi. E insieme hanno mostrato la loro devozione al Señor de los Milagros. Bambini, coppie, giovani e anziani hanno formato un unico coro di canti, un’unica preghiera, recitata, prima, durante la messa e, poi, lungo la processione per le vie del centro.
A guidare i fedeli, monsignor Luis Bambaren, vescovo emerito di Chimbote (Perù), monsignor Luigi Manganini, arciprete del Duomo e don Giancarlo Quadri, direttore spirituale della Confraternita del Señor de los Milagros di Milano.
Sull’altare, allestito per la ricorrenza con fiori e archi fatti di palloncini all’ingresso della Basilica, è salito anche il cardinale e arcivescovo Dionigi Tettamanzi, che ha portato il proprio saluto alla comunità cattolica peruviana. Infine è intervenuto il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri per esprimere l’affetto della città alla confraternita peruviana che, proprio quest’anno, è entrata a tutti gli effetti alla diocesi di Milano.
Il giorno di culto del «mes morado» - il mese viola che, per la tradizione peruviana, simboleggia ottobre - è trascorso, segnando un orizzonte multietnico sereno e affiatato, senza confini geografici né culturali.