«Una festa per il pubblico di ogni età»

«C’è l’orchestra Cleveland da non mancare», dice Enzo Restagno, musicologo e direttore artistico di Mito. Come da non saltare è la Filarmonica scaligera. C’è il grande compositore Harrison Bortwistle, 74 anni, «apprezzato in tutto il mondo», aggiunge. E ancora i Gitani e i loro itinerari espressivi. «È la festa della musica, una festa per il pubblico di ogni età. Fa piacere pensare che in uno stesso istante qualcuno vada a sentire un concerto di contemporanea e altri si dirigano verso una sede dove si esegue musica barocca o verso qualche altra forma di intrattenimento». La formula è rimasta più o meno quella del 2007, ma è sempre meno supermarket della musica e sempre più festival, con diverse punte di interesse ed eccellenza. «Una riguarda la musica antica - spiega -. A Sant’Ambrogio (domenica 7 settembre ore 11) René Clemencic dirigerà la Messe de Nostre Dame del compositore-monaco Guillaume de Machault, uno dei capolavori della musica religiosa medievale». Ma che fatica scegliere perché ogni giorno c’è di tutto. Meglio dunque avere le istruzioni per l’uso di un festival che potrebbe disorientare per qualità e quantità. Primo. «Procurarsi un catalogo e tracciare il proprio itinerario». Due. «Anche chi ha abitudini consolidate può provare a fare incursioni in altri generi». Tre. «Andare ai concerti con amici per vivere insieme momenti che fanno bene allo spirito. Si ascolta e si discute, si beve un buon bicchiere e magari lì vicino c’è qualcosa d’altro». Ci si potrebbe trovare a San Marco venerdì 12. «Nel programma in memoria del compositore Stockhausen - c’è il primo requiem della storia firmato da Ockeghem». Dal passato ai programmi del futuro. Ecco per l’anno prossimo un progetto «che riguarda le espressioni del Giappone - conclude -. Il 2010 sarà l’anno delle celebrazioni. Per i 200 anni dalla nascita di Chopin vorrei che almeno una volta al giorno la sua musica risuonasse nelle strade di Milano».