Festa della Quercia scatena la rivolta nella rossa Pesaro

da Pesaro

Rivolta nella roccaforte rossa. Pesaro è sempre stata amministrata dalla sinistra; ha ospitato congressi nazionali del partito e l’anno scorso la festa nazionale dell’Unità, che però a fine mese ritorna a Bologna. I diessini marchigiani si sono sentiti un po’ orfani. Hanno pensato che la festa provinciale del partito non poteva rientrare nell’anonimato, nei soliti deserti di periferia. Ci voleva una «location» più consona a un evento che, assicura il segretario provinciale ds Matteo Ricci, sarà elegante, glamour, poco rumorosa e soprattutto benedetta dalla supervisione di Maurizio Costanzo. Così, dal 24 agosto all’8 settembre, la festa dell’Unità di Pesaro si svolgerà nel pieno centro del capoluogo.
Ma la città si è ribellata. Ha cominciato il Circolo delle libertà, si sono uniti i gruppi consiliari del centrodestra, la lista civica Liberi per Pesaro, il circolo socialista Triskel, altri circoli culturali, i commercianti. Il questore Benedetto Pansini ha fatto subito sapere che polizia e carabinieri non hanno le forze per presidiare adeguatamente un’area così vasta e ha ventilato le dimissioni nel caso in cui dovesse succedere qualcosa. Sono sorte proteste in consiglio comunale, sono stati esposti striscioni e raccolte firme: oltre duemila in 13 giorni, con 21 banchetti allestiti in vari punti della città, una trentina di volontari mobilitati.
Le duemila firme sono state depositate a fine luglio in consiglio comunale assieme a una mozione del centrodestra, che naturalmente la maggioranza di sinistra ha bocciato compatta. Ma non è una questione di contrapposizione politica. Il Resto del Carlino di Pesaro ha organizzato un sondaggio su internet dall’esito schiacciante: su 10.710 voti, il 77,5 è contrario alla festa dell’Unità nel centro storico. E la pioggia di mail giunte al giornale spiega i motivi di tanta insofferenza. «Sembra di essere tornati negli anni ’50, ai tempi dei film di Peppone e don Camillo, quando amministrazione comunale e partito comunista erano sempre le stesse persone». «Ci saranno enormi problemi di traffico, parcheggi e ordine pubblico». «Il centro è di tutti, non di una parte politica». «La sinistra dove governa non perde l’occasione per appropriarsi di luoghi di “proprietà” del cittadino per bieche operazioni di propaganda politica». «I vigili urbani riempiranno in un botto solo le casse con le migliaia di inevitabili multe per divieto di sosta». L’elenco di lamentele sarebbe lunghissimo.
Alla festa parteciperanno il segretario nazionale Piero Fassino e numerosi ministri, giornalisti, uomini di spettacolo, e sarà presentata in anteprima la fiction Rai dedicata a Rino Gaetano. Un «Costanzo show» contornato da musica, cinema, artisti di strada e da una «Notte arcobaleno» sui temi della pace che arriverà a coinvolgere anche la zona mare. Il centro di Pesaro sarà colonizzato da bancarelle, tende e stand gastronomici per un percorso stimato dagli organizzatori in 4-5 chilometri. «Noi non discutiamo i contenuti della festa - precisa Duranti, presidente del Circolo delle libertà -. Contestiamo l’esproprio di Piazza del Popolo. Se i Ds volevano portare birra e salsicce in centro, dovevano coinvolgere la popolazione, discutere in anticipo con la cittadinanza sull’opportunità. Invece hanno fatto quello che hanno voluto. Ma la gente ha capito e la nostra mobilitazione ha consentito almeno che queste proteste trovassero uno sbocco».