La festa di Rocchi decano della scultura

Dopo Gillo Dorfles, un altro quasi centenario nel mondo dell'arte. Lo scultore Gualberto Rocchi, tra i più interessanti ritrattisti del Novecento, compie in questi giorni 99 anni e, nel suo studio di viale Abruzzi, si colloca tra i celebri decani della cultura milanesecittà. Una storia, la sua, nata nel fervore della Brera degli anni '50, quando Milano era crocevia internazionale di avanguardie. Le sue teste, i suoi nudi, i suoi angeli divennero presto famosi in un momento particolarmente felice anche per la scultura che aveva radici a Milano, tra i vicendevoli influssi di maestri come Francesco Messina, Marino Marini e Giacomo Manzù. Milanese doc, classe 1914, Rocchi inizò a farsi conoscere come docente della cattedra di scultura all'Accademia di Brera, anni in cui vinse diversi premi. Le sue opere si trovano nelle case delle famiglie italiane più importanti, così come in luoghi pubblici sia in Italia che all'estero. Tra i suoi lavori pubblici, la scultura in memoria delle guide Alpine, nella Casa delle Guide a Cervinia, il busto del Commissario Luigi Calabresi alla Questura di Milano; «La Meridiana» al Museo del Parco di Portofino.