Festa di Roma si allontana dalla Mostra

È una sconfitta mascherata da vittoria. Dunque la Festa di Roma fa marcia indietro e posticipa le date della terza edizione per riportare un briciolo di tranquillità nella cosiddetta guerra dei festival. Non più 2-11 ottobre, troppo a ridosso della Mostra di Venezia per non sembrare una provocazione (benché la scelta fosse stata imposta dal calendario musicale di Santa Cecilia), ma 22-31 ottobre, venti giorni dopo. La differenza è in buona misura simbolica. Tuttavia, così facendo, Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni e presidente della cine-kermesse, è riuscito a placare un po' tutti: registi, distributori e produttori preoccupati, la Biennale offesa, il sindaco Cacciari incavolato, il ministro Rutelli furente, perfino le Giornate del cinema muto di Pordenone, che già si vedevano schiacciate. Con tono solenne, dopo aver convocato al volo i giornalisti (neanche fosse Mastella), l'ex senatore ds ha ringraziato Santa Cecilia che si sacrifica, incassando gli elogi via lettera di Veltroni e Rutelli. «C'era in effetti il rischio di uno stress, che capisco», aveva esordito Bettini, parlando di «reazioni civili e fondate» rispetto alla scelta iniziale del 2 ottobre, confermata in un'intervista al Messaggero, e di «reazioni rozze e volgari», riferendosi al duro attacco del governatore Galan, il quale aveva definito coloritamente «buiaccaro» (termine vernacolare romano che indica le trattorie da quattro soldi) il cinema della Festa romana. A quando la prossima puntata?