Dopo la Festa, Soldini affronta il botteghino

Ultimi tappeti rossi alla Festa del Cinema e primi debutti in sala. Decolla uno dei film italiani più applauditi della Festa, Giorni e nuvole di Silvio Soldini, commovente affresco del disagio contemporaneo con una eccellente Margherita Buy e un superbo Antonio Albanese. La commedia, amara ma con finale aperto al sorriso, affronta il tema del precariato sociale. Una coppia benestante di quarantenni con figlia ventenne a carico deve fare i conti con l’improvvisa perdita del lavoro del capofamiglia. Il rosso del conto in banca coincide col terremoto esistenziale che ferirà l’anima, l’autostima e l’amore dei protagonisti della storia (Andromeda, Cineland, Giulio Cesare, Greenwich, Holiday, Quattro Fontane, Tibur). Accoglienza tiepida per Seta del regista Francis Girard tratto dal romanzo di Baricco. Immagini poetiche, ma poco sugo, fotografano i viaggi di Hervé (Michael Pitt), ammogliato con la maestra Hélène (Keira Knightley) e spedito in Giappone da Baldabiou (Alfred Molina) a comprare bachi da seta: il film langue sulle musiche di Ryuichi Sakamoto (Cinestar, Alcazar, Alhambra, Nuovo Olimpia, Mignon, Eden). Stasera al Grauco (via Perugia 34) per la retrospettiva «Espana-America Latina» sarà proiettato Cuba Canta Segundo Compay di Patrick Savey, ripresa effettuata nel ’98 nel tempio parigino dell’Olympia che celebra la musica caraibica attraverso la vitalità di un leader sparito: Compay Segundo, all’epoca splendido novantunenne. Alla Sala Trevi di via del Puttarello prosegue l’omaggio al regista Marco Ferreri. Oggi pomeriggio alle 18,45 si vedrà La casa del sorriso pellicola vincitrice dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino nel ’91. Un singolare film sull’oralità degli anziani che narra la storia di una dentiera (la «casa» del sorriso), trafugata e nascosta per dispetto alla proprietaria Adelina (Ingrid Thulin,) Miss Sorriso ’47. Ultimi guizzi della Festa infine alla Casa del Cinema con Immagini Oltreconfine. Oggi alle 16,30 si potrà rivedere Daunbailò di Jim Jarmusch, gioiello d’umorismo in bianco e nero dove l’evasione da un carcere fa rima col sogno e la fantasia. Con Roberto Benigni.