Una festa solo a metà I tifosi contro Lotito: «Serie B? Sei morto»

A fine partita l’unico acclamato è capitan Di Canio che ha salutato la curva tuffandosi in mezzo alla gente

Emilano Leonardi

Che la Lazio abbia vinto contro il Parma, diciamo la verità, interessa giusto agli amanti delle statistiche, che annoteranno la quindicesima vittoria stagionale della squadra biancoceleste e il sedicesimo gol di Tommaso Rocchi in campionato (il 46mo in serie A). Sì, magari ci sarà pure qualche romantico che ricorderà la partita di ieri pomeriggio come l’addio di capitan Liverani dopo un lustro trascorso a Formello. Ma il resto, cioè la stragrande maggioranza dei tifosi del melodrammatico club romano, ha invece la mente già ai processi e alle aule dei tribunali e, suo malgrado, già ipotizza una stagione 2006-2007 da incubo. O in serie B, o con partenza ad handicap. Un’altra tragedia sportiva, che andrà inevitabilmente a fare il paio con la stagione dei meno nove. «Quando casca un asino, la Lazio ce sta sempre sotto!» è stato il commento dei giornalisti in sala stampa mentre attendevano la conferenza di Claudio Lotito. Prima annunciata, poi inspiegabilmente annullata. Tante le ipotesi al vaglio degli addetti ai lavori, non ultima quella relativa alla rabbia del patron, figlia degli striscioni che nella curva nord hanno campeggiato a lungo. «Chinaglia per tutti, tutti per Chinaglia» lì, bello grande, a occupare gli spalti. Quasi a cancellare, con quello slogan, i recenti guai giudiziari di Long John. Punto a capo, la Lazio entra in zona Uefa, ma i festeggiamenti restano come ovattati, e riecheggia ancora quel «Lotito guarda che hai fatto, se andiamo in B, sei morto», urlato dalla frangia a lui ostile per quasi tutta la durata della gara, mentre Manfredini e Di Canio ce la mettevano tutta per non farla diventare «troppo balneare» quest’ultima partita di campionato.
A fine match, fra i biancocelesti le bocche restano cucite e il silenzio è d’obbligo. In compenso ci pensa il botta e risposta fra Gianni Alemanno (An) e Silvio Di Francia (Ulivo) ad animare un pomeriggio in cui sorriso e lacrime (di indignazione) si alternano in maniera complementare. Perché mentre l’ex ministro dell’agricoltura chiede al presidente della Lazio di fare un passo indietro, arriva la conseguente risposta del coordinatore di maggioranza nel consiglio comunale, che ritiene gravi le dichiarazioni del candidato sindaco della Casa delle libertà: «Un uomo politico in piena campagna elettorale non può intervenire così pesantemente sulle questioni calcistiche chiedendo le dimissioni del presidente Lotito». Consola - si fa per dire - l’ultima istantanea regalata di Paolo Di Canio. A fine partita l’attaccante è andato sotto la curva, ha salutato i fan e poi si è tuffato in mezzo alla gente. L’eterno ragazzo del Quarticciolo tra pochi giorni rinnoverà il contratto. Ma adesso, l’unica cosa che interessa è la sorte del club. Lo tsunami delle intercettazioni telefoniche ha investito in pieno Formello. E le conseguenze - già si sa - saranno amare.