Festa a tutto schermo per i vent’anni del Museo del cinema

Sei giorni di rarità e capolavori proiettati in via Manin: dai filmati dei Lumière ai cortometraggi dei grandi registi di casa nostra. Più un testo sulla Cineteca italiana

Roberto Zadik

Rarità di Comencini e film muti per festeggiare vent’anni di attività del Museo del Cinema (via Manin 2/b) nato dalla passione di Gianni Comencini e Walter Alberti. Si inizia domani alle 18 con la proiezione del cortometraggio «Il Museo dei sogni». Undici minuti di riflessioni sul grande schermo diretti nel 1950 dal grande Luigi Comencini autore di capolavori come «Pane, amore e fantasia» del 1953. Dopo il cinema toccherà ai libri. La figlia del grande regista, Cristina Comencini, recentemente eletta in qualità di nuovo Presidente della Fondazione Cineteca Italiana, presenterà il volume «La Cineteca italiana. Una storia milanese».
Vicende e curiosità sulla Cineteca, dalla sua fondazione nel 1947 al recente trasferimento allo Spazio Oberdan in un testo curato da Francesco Casetti e pubblicato quest’anno dalla Casa Editrice «Il Castoro». E questo sarà solo il primo di sette giorni dedicati alla storia e ai protagonisti della macchina da presa. In tema di «padri fondatori» della celluloide, mercoledì, si parlerà dei fratelli Lumière. Succederà dalle 15 con l’incontro «Realtà o illusione? Il cinema secondo i fratelli Lumière e George Melier» nel quale verranno messe in contrapposizione la «scientificità» dei Lumière con l’estro di Melier. Dibattiti affiancati da autentiche «primizie» come «Le Voyage dans la Lune» e «Le Voyage de Gulliver», entrambi firmati da Melier nel 1902. Riscoprire le origini del cinema sarà possibile anche giovedì prossimo con «I divi del muto». Protagonista, a partire dalle 15, sarà Rodolfo Valentino mostrato in tutto il suo fascino in pellicole come «Ma l’amor mio non muore» del 1913 e «La signora delle camelie» girata in America dall’attore pugliese nel 1921. Oltre a film d’epoca, tra le proposte, ci sarà spazio anche per le avanguardie spagnole e francesi e per i «maestri» del cinema italiano. Venerdì pomeriggio, infatti, sarà il turno di Luis Buñuel riproposto, dalle 15, con uno dei suoi film più significativi «Un chien andalou». Accanto al cineasta iberico ci sarà anche «Entr’acte» diretto nel 1924 da René Clair e «Thais» realizzato dall’italiano Anton Giulio Bragaglia nel 1916. In tema di grandi registi del nostro Paese, sabato ci sarà l’imbarazzo della scelta con una galleria di «Corti d’autore». Tra questi, piccoli «gioielli» come «Barboni» che uno dei massimi esponenti della commedia all’italiana, Dino Risi, firmò nel 1946.