Festa vocale con Alti & Bassi e Clusters

Antonio Lodetti

A parte i grandi gruppi gospel (come i Blind Boys of Alabama), il jazz vocale - oggi rappresentato dallo stile arioso dei Manhattan Transfer - diviene popolare grazie ai Rhythm Boys di Bing Crosby, ai Mills Brothers e alle Boswell Sisters. In Italia naturalmente ha fatto scuola il magnifico e divertente ibrido tra jazz e musica leggera del Quartetto Cetra. Gruppi vocali da noi non ce ne sono molti (ogni tanto qualcuno tenta la fortuna in chiave soft pop come i Neri per Caso ma questa è un’altra storia). Al Blue Note di Milano l’altra sera c’è stata un’intera serata dedicata al vocalese con Alti & Bassi, Cluster e 6Sottochiave (gruppi peraltro semprein tournée). Gli Alti & Bassi, quintetto maschile, sono i più radicati nella tradizione jazz e spesso si avvicinano allo stile dei Mills Brothers con animati bozzetti vocali che imitano il suono degli strumenti. Tra i loro pezzi forti brani di John Coltrane e George Gershwin, una tesa Tu vuò fa’ l’americano (dal cd Il mito americano presentato da Virgilio Savona e Lucia Mannucci dei Cetra) e composizioni originali come Notte Blues. I Clusters sono nati quattro anni fa dal Conservatorio, gruppo misto di cinque elementi dalle ottime armonizzazioni e dalla variegata agilità ritmica, spaziano dal pop allo swing, dai brani dei Beatles a quelli del glorioso Frankie Valli. Nascono nel 2003 (tre maschi e tre femmine) anche 6Sottochiave, dinamici e vivaci (con una colorita gamma timbrica)nel cercare di personalizzare brani famosi. Una serata divertente - da Sgt.Pepper a Englishman In New York di Sting a Giant Steps di Coltrane - all’insegna del bel canto. Anche se un po’ di gospel in più non avrebbe guastato.