Feste e caroselli, Beneamata domenica

Una gioia trattenuta per diciotto lunghissimi anni. Lo scudetto dell’anno scorso vinto solo ai supplementari (a tavolino) e ora, finalmente, la Milano nerazzurra è esplosa. In più di trentamila ieri per tutto il pomeriggio e fino a notte fonda si sono ritrovati in piazza Duomo per festeggiare lo scudetto. Il numero quindici che ha messo d’accordo un po’ tutti. Politici di destra e di sinistra, attori e uomini di spettacolo. Bandiere grandi come vele di nave, trombe, petardi e in tanti corsi fino a Malpensa per vedere la squadra arrivare. Giocatori snervati da un’attesa durata fin troppo che per la felicità improvvisano un pericoloso balletto sul tetto del pullman che li deve portare a Milano. Negato il Vigorelli, per motivi di sicurezza, il bagno di folla poco prima di mezzanotte dagli uffici dell’assessorato allo Sport le cui finestre danno sul sagrato. «Sono felice - le parole di Giovanni Terzi -. Anche se dopo diciotto anni gli interisti riceveranno uno scudetto dal primo assessore milanista della storia». «Complimenti - rosica Adriano Galliani -. Ma noi siamo stati più bravi in Champions».