Festino a luci rosse, procura pronta ad aprire l'inchiesta

A piazzale Clodio attendono il rapporto della polizia per aprire un'inchiesta. Intanto il segretario Udc Cesa ha accettato le dimissioni del deputato Mele, protagonista (e reo confesso) della <strong><a href="/a.pic1?ID=196297" target="_blank">serata con due squillo all'hotel Flora</a></strong>. E Cesa annuncia: &quot;Mercoledì test antidroga a tutti i nostri parlamentari&quot;

Roma - Finirà all’attenzione della procura di Roma la serata "allegra" di Cosimo Mele, deputato dell’Udc, protagonista venerdì scorso, in una suite dell'hotel Flora di via Veneto, di un incontro a luci rosse con una squillo (o forse due), poi ricoverata all’ospedale San Giacomo in stato confusionale, forse dopo aver assunto sostanze stupefacenti e alcol. A piazzale Clodio si attende di ricevere il rapporto della polizia sulla vicenda per aprire un fascicolo e valutare se esistano elementi di rilevanza penale. "Poco importa che la ragazza non abbia presentato una denuncia contro il parlamentare o che non siano stati individuati estremi di reato da parte di chi ha verbalizzato il suo racconto. Questa è una valutazione che faremo noi", hanno spiegato a palazzo di giustizia.

Dimissioni accettate Intanto Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, ha accettato le dimissioni del parlamentare coinvolto nel festino a luci rosse all'hotel Flora. "Sono profondamente amareggiato per quello che è accaduto. Ieri Mele, correttamente, mi ha raccontato tutto ciò che è successo. È stato un comportamento sbagliato, che lui ha riconosciuto. L’unica cosa positiva è stato rassegnare le dimissioni dall’Udc che io ho immediatamente accettato". Così il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, in una conferenza stampa alla Camera, sulla vicenda del deputato. Quello che è accaduto, ha spiegato Cesa, "è incompatibile con i valori che difende l’Udc". Anche se il segretario centrista sostiene che Mele, con cui ha parlato ieri, gli ha ribadito di non aver assunto droga nel corso del festino nell’albergo romano.

Resta deputato Mele, ha raccontato Cesa, ha rassegnato le dimissioni dal gruppo e dal partito ma non ha fatto alcun cenno all’ipotesi di dimettersi da deputato. "Ho parlato con la signora Adele, la moglie di Mele - ha aggiunto Cesa - a lei e alla sua famiglia esprimo tutta la mia solidarietà".

Test antodroga per tutti Detto questo, il segretario centrista ribadisce che l’Udc "continuerà a fare la sua battaglia in parlamento contro la droga, e noi daremo l’esempio". Per questo, mercoledì mattina (dalle ore 9.30 alle 12.30) ci sarà un presidio davanti a Montecitorio per fare il test anti-droga ai parlamentari. "I nostri dell’Udc si sottoporranno al test, la privacy è garantita ma io - prosegue Cesa - chiederò ai parlamentari del mio gruppo di rendere pubblico l’esito del test. Sarebbe inconcepibile che un parlamentare Udc usasse droghe, non lo tollererei e casomai ci sarebbero provvedimenti drastici". Anche "gli amici di An e Fi - dice Cesa - hanno detto che si sottoporranno al test".