Il Festival 2013 è già iniziato. Ecco chi potrebbe condurlo

Finita l’era di Presta e degli appalti esterni, la prossima edizione sarà "cucinata" in casa Rai. E c’è chi scommette sul ritorno di Fazio o l’arrivo della De Filippi

E se il prossimo anno il Festival venisse affidato a Fabio Fazio? Magari con la presenza di Roberto Saviano, sullo stile di Vieni via con me?
Certo, è solo una suggestione. E poi, si sta facendo fatica ad arrivare alla fine di questo Festival, figuriamoci se c’è tempo per pensare al prossimo. Però le voci circolano. E poi non sarebbe una soluzione tanto peregrina: Fazio è un grande showman che unisce eleganza a ironia e i suoi due Festival (1999 e 2000) sono stati tra i più visti e apprezzati. E poi la presenza dello scrittore lo rafforzerebbe. Certo, anche in questo caso le polemiche politiche (a destra non piacciono molto...) non mancherebbero, però difficile pensare a Saviano che insulta qualcuno e chiede che sia chiuso un giornale. Si terrebbe invece ben lontana dalle derive politiche Maria De Filippi: altro nome che circola e a cui si era pensato per il Festival in corso, ma lei aveva declinato per mancanza di tempo. E si ragiona su un altro nome-Mediaset: il bravissimo Claudio Bisio. Poi c’è pure Morandi, già auto-ricandidatosi.
Certo, tutto dipenderà dai cambiamenti degli equilibri politici in Rai: a maggio sarà rinnovato il consiglio di amministrazione e (forse) anche il direttore generale. E dunque spetterà ai nuovi vertici affrontare la questione Festival. Comunque, chiunque venga chiamato a presentarlo, è certo che il prossimo anno sarà realizzato totalmente in casa Rai, senza parte o gran parte della produzione affidata a società esterne. Tutto questo grande caos festivaliero - il caso-Celentano, il caos organizzativo, i soldi persi per i break saltati - hanno avvalorato il progetto che il vertice Rai porta avanti da tempo: riportare la realizzazione tutta all’interno. Sotto la supervisione della mega struttura «intrattenimento» (cui faranno capo tutti gli show) costruita da pochi mesi e affidata a Giancarlo Leone. Un’operazione decisa molto tempo prima della partenza di questo Sanremo, ma che agli occhi dei vertici Rai, in particolare di Lorenza Lei (infuriata per le sparate del Molleggiato contro i preti) e di alcuni consiglieri, pare ora una panacea. Poi bisognerà vedere se tutto ciò si trasformerà in un Festival che riesca a coniugare ascolti e qualità. Negli ultimi anni, gran parte della realizzazione è stata affidata alla società di Lucio Presta, ai suoi autori e ai presentatori di cui è manager, da Bonolis alla Clerici a Belen, e al direttore artistico suo caro amico Gianmarco Mazzi. Si sono avuti risultati quantitativamente eccellenti sotto il profilo dell’auditel e degli incassi pubblicitari e anche grandi momenti di spettacolo, ma spesso realizzati a suon di polemiche, provocazioni, aut aut e via ricordando (il caso Benigni ad esempio). La struttura guidata da Leone vorrebbe spazzar via tutto questo. Lo ha ricordato ancora una volta il consigliere (del Pdl) Antonio Verro, arci-nemico della coppia Presta-Mazzi. «Sanremo quest’anno, ma anche negli anni scorsi, ha avuto un vuoto assoluto: l’assenza della Rai che ha delegato purtroppo a professionisti esterni la gestione del Festival, abdicando al ruolo di guida. Se si volevano evitare problemi, Celentano non andava chiamato. Non è stato chiamato dalla Rai, ma da un consulente esterno, il direttore artistico Mazzi, mettendo la Rai di fronte a un fatto compiuto».
Ma a parte le posizioni personali, non sarà facile uscire dall’“era Presta”. Ogni anno i vertici Rai sbraitano contro il manager durante la kermesse, salvo poi rincorrerlo non sapendo che pesci pigliare per mettere in piedi la successiva. Ora comincerà l’“era Leone”. Si vedrà.