Festival di cilindri e pistoni d’Italia

È perché davanti al microfono è un fuoriclasse tanto quanto in piega a 200 all’ora. Per questo Valentino Rossi ha sorriso a denti larghi, non stretti, perché ci sa fare, ma dentro, nel cuore, in testa, batteva e pulsava forte la rabbia. È che pensi sempre a lui, al Dottore, e non t’accorgi degli altri: a volte sono i Capirossi, altre i Melandri, altre ancora tutta una piccola pattuglia di ragazzi tricolore sparsi qua e là per le tre classi del mondiale.
È che pensi a Rossi e va a finire, come ieri, che si rischia di vedere solo la sua sconfitta e non la vittoria della nostra industria. Tanto più che nel deserto è andato in scena un vero e proprio festival nazional popolare di pistoni e cilindri «azzurri».
Casey Stoner, 21enne australiano dalla vita un po’ hippy, ha corso da fuoriclasse, e si sapeva.
Non si sapeva, o non lo si poteva immaginare, che la Ducati MotoGp sarebbe stata in grado di correre che pareva di un altro campionato.
«Scusate, una domanda: ma la moto di Stoner è 800 di cilindrata o è rimasta a 1000 come l’anno scorso?». Valentino ha camuffato così, con ironia, la propria rabbia per la corsa fuggita via.
Ad un certo punto, in pieno rettilineo, la Rossa (cioè la Ducati) filava a 314, la Yamaha pareva una Fiat, lo sponsor non se ne abbia a male, una Fiat d’altri tempi, massì, una rassicurante e ferma 128. L’impietoso verdetto del tachimetro parlava chiaro: 294. Giusto 20 chilometri in meno.
È che non si può limitare tutto a una questione Motogp: perché l’industria italica ha fatto bene, anzi benissimo, soprattutto nelle classi minori. Aprilia vittoriosa in 125, idem in 250. Con una nota a margine che di marginale non ha nulla. Scorrendo la classifica, dietro i due vincitori c’era un piccolo esercito di moto sorelle: in tutto quattro Aprilia in 250 (sesta una Gilera); e due Aprilia, una Derbi e altre due Aprilia in 125. Sì, però la Derbi è spagnola... Mica tanto: da qualche anno non è altro che la sorella sotto altro nome della Gilera. Però Derbi e Gilera non hanno vinto... Mica tanto: sono rispettivamente fotocopie dell’Aprilia 125 e dell’Aprilia 250, tutte sorelline del gruppo Piaggio. È che sembra incredibile... ma invece è tutto vero.