Il Festival dà nove in pagella a Chiambretti e Silvestri

Finalmente è finita! Sanremo saluta tutti e per un anno non se ne parlerà più. A meno che Del Noce non dica subito se Baudo sarà ancora il presentatore-direttore artistico o meno. Il nostro «gruppo d’ascolto» comunque ha lavorato bene. Stanco ma felice. E soprattutto, al di là delle canzoni del Festival, si è «rifatto la bocca» come si dice volgarmente, con gli ospiti di grande talento. Sono bastati Battiato, la Nannini, Elisa, Zero per giustificare tutte le «malefatte» e le «male-cantate» sanremesi. Dice il nostro antipatico: «Siamo passati sopra anche al discorsetto di Burlando, quando ha premiato con una ceramica di Luzzati un bravo giovane. Siamo passati sopra anche al sindaco Borea, che stranamente non ha pianto ma non ha detto nemmeno una parola... Pensava alla crisi della sua Giunta?».
Già: una mancanza assoluta, in questa manifestazione, di genovesi. Solo il maestro Massimo Morini che ha seguito amorevolmente il giovane Centomo. Ma niente altro. Per fortuna Renato Zero ha pensato bene di ricordatre Tenco e Lauzi con alcune loro bellissime canzoni, altrimenti la promessa di tenere aperta una «finestra» su Tenco, come disse Baudo, sarebbe finita in soffitta. «Che scarsa sensibilità - si dice nel gruppo - verso la nostra terra, eppure sede di scuole cantautorali uniche al mondo». La sensibilità al Festival va a farsi benedire. Basta pensare ale sciocchezze su cui si reggono le notizie festivaliere: per due giornate, ad esempio, si è discusso su chi avesse mandato 500 rose rosse a Michelle. Ma chi se ne frega. «Sarà stato Eros - sorride il nostro latin lover - che vuole recuperare l’amore di Michelle. Nonostante la voce stonata ...». Comunque la nostra giuria ha compilato la sua classifica di coloro che l’hanno colpita al cuore. Ecco i personaggi da ricordare.
Chiambretti: fra i presentatori il migliore. Due pigiami colorati, uno show notturno unico. Si spera vada in Rai. Del Noce lo vorrebbe subito, ma lui ha contratti con Tronchetti Provera. Voto 9.
Baudo: Sbaciucchione, sempre appeso alle donne, baci, carezze. Irritante. È piaciuta la sua organizzazione, specie le serate degli ospiti. Sarebbe bene, comunque, andasse in naftalina. Riposo assoluto. Voto 7.
Michelle: Bambolona, sempliciotta, umile. Naturalmente bella e generosa: si è trovata in un ambiente non suo. Pezzo migliore: il «Kabaret» che ha portato in scena. Molto brava. Basta però Festival. Voto 7.
Silvestri: Fra i cantanti bravissimo Silvestri. Giovane, capisce che al Festival bisogna anche sorridere. La mafia, i plagi, la disoccupazione, le guerre sono «momenti» che viviamo nel nostro quotidiano. Perchè gettarci addosso ancora questi drammi? Meglio una «paranza». Voto 9.
Il resto è stato noia. La vostra Novella Eva chiude questa faticosa avventura con due immagini ferme nella mente: il capezzolo della Parietti che spuntava birichino a fianco al frastornato Del Noce e la sinuosa Marina Deor che si strappa i pezzetti di carta dal corpo. Grande scoop di Pierino la peste. Al prossimo anno, amici.