Festival Una Dedica lunga due settimane per l’autore Usa

«Sono sempre fedele, solo che ogni tanto sono fedele a qualcun’altra». La battuta del vecchio tombeur de femmes sembra essere una buona ricetta per un festival letterario, e Dedica (il festival che si tiene a Pordenone fino al 4 aprile) la mette in tavola facendosi amare da tutti gli scrittori sedotti e invitati uno per volta, uno ogni anno. Una monogamia seriale. Tutto è iniziato nel 1998 «nel contesto di un’associazione teatrale», ci racconta il curatore Claudio Cattaruzza. «La volontà era di far dialogare tra loro diversi linguaggi artistici - letteratura, teatro, musica - raggruppandoli intorno a una figura carismatica. La prima Dedica la organizzammo con il trasversale Moni Ovadia, poi ci furono Claudio Magris, Amin Malouf, Nadine Gordimer, Amos Oz e via fino ad oggi, con Paul Auster. Ogni Dedica è manifestazione di affetto e allo stesso tempo l’occasione per un approfondimento che vada oltre la sporadica presentazione di un libro. Ne sono contenti gli scrittori quanto i lettori: spesso, poi, tra la città e l’invitato si crea un rapporto durevole». Quest’anno il festival è dedicato a Paul Auster: dopo la proiezione, ieri, del cortometraggio che Wim Wenders gli ha dedicato, si proseguirà oggi con la mostra di fumetti Città di vetro, ispirata all’omonimo suo celebre libro, mentre mercoledì verrà consegnato all’autore il Sigillo della Città. Smoke, Fluxus e Blue in the Face - film a cui Auster ha collaborato - verranno proiettati venerdì, mentre il 1 aprile potremo vedere, girati proprio da lui, La vita interiore di Martin Frost e Lulu on the Bridge. Non perdetevi sabato 28 marzo l’inaugurazione della mostra fotografica di William Klein e il 4 aprile il concerto New York Stories di Uri Caine e Don Byron.